Quando si è a dieta, o comunque si sta tentando di {#dimagrire} anche correggendo delle abitudini sbagliate, o moderando le quantità, si pensa per lo più al cibo, ma mai davvero alle bibite e ai drink. Anche questi, infatti, modificano sensibilmente il nostro apporto calorico giornaliero: testimonianza è il fatto che ad esempio le bibite analcoliche riportano la quantità di calorie indotte sull’etichetta, ma anche l’apporto di sodio e zuccheri.

Così, qualcuno ricorre a dei cocktail ipocalorici, che sono simpatici, spiritosi e soprattutto colorati. Non sono cocktail che hanno la codifica internazionale e sono varianti di altri più celebri. Contengono anche l'{#alcol}, che va moderato nelle quantità, per non essere troppo “ingrassante”.

Inoltre i cocktail rappresentano una sorpresa divertente per i propri ospiti. Certo il contenuto di alcool deve essere moderato e calibrato in base a chi abbiamo di fronte, non solo per le persone a dieta, ma soprattutto per chi si ubriaca facilmente o per chi non gradisce affatto il suo sapore.

Un cocktail molto facile da preparare prende il nome di “scogliere di Dover“, ed è una sorta di long drink molto simile al gin lemon, ma con dello sciroppo o granatina e una fettina di cetriolo. Ha un nome italiano l'”uomo di mondo“, a base di Campari e bourbon, con un po’ di granatina e delle ciliegie candite. Sa di frutta a di buono il “raspberry ruby“, ossia il “lampone rubino”, che è una sorta di vodka lemon, arricchita con granatina e lamponi freschi.

Ha solo 120 calorie il cocktail a base di bramble messicano, prodotto nella regione del Jalisco, e che è una sorta di tequila che può essere arricchita con succo d’uva, di limone, d’agave, more e succo di pesca. Va servito con il ghiaccio all’interno.

Molto colorato è anche l'”agape de vie“, ossia l’amore della vita, che mescola, rum e cognac (per richiamare parte della tradizione francese contenuta nel nome), succo di mirtillo e ananas e anche un po’ di sciroppo di miele. Particolarmente elegante è invece il diaspro giallo, che prende il nome dalla pietra e che contiene champagne, un po’ di zucca e un ricciolo d’arancia per guarnire: è facile e molto veloce da preparare e come tutti gli champagne cocktail fa sempre colpo sugli ospiti.

Ultimo ma non da ultimo, un cocktail non troppo pesante né troppo dolce, il white chocolate grove, che contiene liquore di cioccolato bianco, cochi americano, angostura e un po’ di gin, oltre all’immancabile e scenografico ricciolo di arancia.

Fonte: Shape.