La questura di Roma ha incaricato due psicologhe, Giorgia Minotti e Rita Staccone, di realizzare un identikit delle prostitute al fine di conoscere meglio il fenomeno e studiare nuove strategie operative.

Dai dati raccolti dalle 75 donne che hanno accettato di farsi intervistare, quindi non si tratta di un quadro esaustivo, emerge che la maggioranza è di nazionalità rumena, sono molto giovani e spesso hanno dei figli che lasciano nei loro Paesi con l’intenzione di fermarsi in Italia un paio d’anni. Qui rifiutano di fare lavori quali colf o badanti e preferiscono stare sulla strada, dove pochissime vivono situazioni di sfruttamento e i guadagni si aggirano dai 5.000 ai 7.000 euro al mese. Guadagnare di più è l’unico incentivo a smettere.

Questi soldi vanno alle famiglie, che spesso non ne conoscono l’origine o fanno finta di non saperlo, e in parte a finanziare gli studi universitari, quando le ragazze faranno ritorno nei loro paesi.

In Italia arrivano per lo più grazie al passaparola delle amiche, ma spesso hanno lavorato in strada o in night club in altri Paesi europei, dove non hanno mai avuto storie d’amore, il che rafforza l’idea della prostituzione come scelta.

Non è consolante pensare che si tratti di una scelta, soprattutto oggi che si è infiammata nuovamente la polemica sull’uso del corpo per fare carriera (e soldi), dopo le dichiarazioni del deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio.

Solo pochi giorni fa si è tanto parlato della storia di una prostituta, Clara, vissuta in un paesino dell’Abruzzo. Ma il contesto era il Festival del Cinema di Venezia e lei era un’attrice: Violante Placido, che nella finzione è riuscita a incantare George Clooney e ad avere il suo “lieto fine”.

Panorama ha realizzato una carrellata di film che raccontano storie di donne che fanno il mestiere più antico del mondo. La prima che viene in mente è Vivian Ward, meglio nota come Pretty Woman, passando per Filomena Marturano (Sofia Loren) a Mamma Roma (Anna Magnani).

Ma nella vita reale non basta aspettare i titoli di coda: le donne squillo, prostitute di strada, continueranno ad esistere. Ognuna con la sua storia, ognuna con le sue scelte.