Ignazio La Russa torna a riaccendere il clima politico dopo le tristi battute sulla supposta bruttezza delle rappresentanti e delle simpatizzanti di sinistra. Questa volta, però, il Ministro della Difesa non si scaglia contro i canoni estetici, ma cavalca un tormentone delle ultime settimane: la caccia agli omosessuali. Evidentemente non sono state sufficienti le opinabili uscite di Carlo Giovanardi, così come le polemiche sulle patenti di guida gay e gli attacchi a The Sims 3: oggi ad essere derisi sono i genitori LGBT.

La questione delle adozioni gay è spinosa e vede la contrapposizione di pensiero tra chi vuole garantire questo diritto e chi si dice preoccupato per la crescita dei bambini in nuclei genitoriali atipici. Due posizioni che appaiono entrambe lecite all’interno dei confini della discussione, ma che dovrebbero esulare gli sfottò e le argomentazioni da bar. Non è dello stesso avviso, però, La Russa, il quale lancia una delle sue tante provocazioni:

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“Non potrei concepire di negare a un bambino il diritto di avere un padre e una madre: cosa avrebbe, un popò e un papà?”.

L’occasione per la boutade è una conferenza stampa indetta a Milano dal vicesindaco Riccardo De Corato, pensata per proporre al candidato concorrente Giuliano Pisapia delucidazioni sul proprio programma politico, tra cui figura la protezione delle coppie omosessuali.

Parlare di coppie gay, tuttavia, non implica il collegamento diretto all’omogenitorialità, perché riconoscere le coppie di fatto non significa aprire la strada alle adozioni. Ma anche qualora fosse questo l’intento, la discussione sui pro e i contro si spera riesca a rimanere entro i confini della serietà, sorvolando per una volta la facilità all’ironia cui i politici italiani hanno purtroppo abituato i loro elettori.