Aperta a tutte le famiglie, ma proprio a tutte. L’aveva già detto in una famosa e discussa campagna pubblicitaria, lo ribadisce oggi – nella giornata contro l’omofobia – estendendo ufficialmente il proprio welfare aziendale anche alle coppie omosessuali. L’Ikea continua dunque a spostare più in là di quanto non faccia il sistema Italia il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto dello stesso sesso, potendolo fare, ovviamente, per quanto le è concesso coi propri dipendenti.

L’idea è semplice: l’Ikea permetterà di accedere a permessi, congedi parentali e tutto quanto riconosciuto ai dipendenti sposati anche ai conviventi more uxorio anche dello stesso sesso: basterà presentare il certificato di famiglia anagrafica rilasciato obbligatoriamente dagli uffici comunali (previsto dal Dpr 223 del 1989), in seguito a richiesta di annotazione negli appositi registri (articolo 21) da parte dei diretti interessati.

Permessi e licenze per lutti, emergenze familiari, congedo matrimoniale, per la nascita di un figlio, buono di acquisto da 120 euro per chi si sposa (o inizia una convivenza), estensione al partner convivente dello sconto dipendenti, dell’uso dell’auto aziendale e della tutela sanitaria erano già in possesso delle coppie di fatto ma di sesso diverso, con la caduta di questo ultimo steccato, l’Ikea in Italia marca un segno profondo nel dibattito su questo tema.

D’altra parte, per le multinazionali è paradossalmente più semplice arrivare a questo risultato: la loro globalità permette di avere una visione più laica della questione, e molto più concreta. Tutte le statistiche dicono infatti che una percentuale attorno al 10 -12 per cento dei dipendenti è omosessuale, bisessuale, transessuale, e che le aziende più aperte verso gli orientamenti e con meno pregiudizi hanno performance migliori, sia per la qualità interna dei talenti, sia per il giudizio positivo di una fetta della clientela sensibile al tema.

Insomma, non soltanto anticonformismo ma astuta e culturalmente neutrale (alleluja) strategia di mercato. D’altra parte, già alcune piccole aziende, e anche banche e assicurazioni in Italia si stanno approcciando a questo metodo – quasi forzatamente: aumentano le coppie di fatto, i single, i separati, e non avere prodotti materiali o finanziari per loro è semplicemente stupido – e alcuni municipi, come Napoli. Ma l’Ikea ha una potenza di immagine superiore. Anche questa scelta desterà le solite polemiche politiche?

Fonte: ManagerOnline