Il 4 giugno 2010 è andata in onda su Sky l’ultima puntata doppiata della prima, e a quanto pare ultima, stagione di “FlashForward“, la serie televisiva statunitense che ha tenuto sul filo del rasoio milioni di fan per scoprire se il 29 aprile si sarebbero avverati i flashforward visti durante un blackout mondiale.

Molte delle premonizioni, se così possiamo chiamarle, si sono realizzate: tutti hanno contribuito a far accadere ciò che avevano visto. Il nostro eroe Mark Benford è ancora vivo, ma l’ultimo appuntamento della stagione si è concluso con un secondo blackout: cosa sarà successo ai nostri protagonisti?

Al momento, purtroppo, possiamo affermare che non sapremo mai quale sarà il loro destino, dato che la serie TV è stata cancellata, lasciando con tanti punti interrogativi i fan che hanno seguito l’intera prima stagione. Una cancellazione che ha trovato contrari molti telespettatori, certi della validità della trama del telefilm. Scene ricche di adrenalina, coraggio, devozione al proprio lavoro.

Così i fan di “FlashForward”, riuniti sul gruppo Facebook “Bring Flashforward Back”, hanno ben pensato di protestare al fine di salvare la serie televisiva. Si sta organizzando per il 10 giugno un grande raduno, una vera e propria protesta, che si terrà davanti agli uffici ABC di Los Angeles, New York, Chicago e altre grandi città.

Sul sito che ha organizzato il raduno si legge:

Il 6 ottobre 2009, tutto il mondo si è fermato per 2 minuti e 17 secondi, l’inizio di quella che si preannunciava un’altra hit di ABC, FlashForward. Il 10 giugno, ci sarà un altro blackout, questa volta per cambiare il destino.

Ma non è tutto: i fan invieranno a ABC dei calendari con evidenziata la data del 29 aprile, giorno del primo flash forward, braccialetti dell’amicizia simili a quello regalato da Charlie al padre Mark, e delle lettere meno impersonali al presidente di ABC Stephen McPherson.

Speriamo vivamente che la protesta vada a buon fine, perché è davvero un peccato che serie TV dal calibro di “FlashForward” vengano cancellate e altre, più sempliciotte e meno accattivanti, abbiano invece lunga vita.