Un portale sull’emergenza e la sicurezza dedicato ai bambini, ma anche a genitori e insegnanti. Aperto dalla Onlus “Giorgio Patrizio Nannini”, il sito 118bimbi.it è aperto da alcuni giorni e si propone come il primo sito italiano che ha l’obiettivo di avvicinare i bambini al complesso mondo dell’emergenza.

Su 118bimbi.it si possono trovare notizie, documenti, progetti, c’è persino un gioco (provate ad aprirlo se siete insieme ai vostri bambini) dedicato ai più piccoli per introdurre alcuni concetti di sicurezza ed emergenza e conoscere meglio cos’è il 118 e come funziona.

Nel gioco, si vede un personaggio buffo che combina alcuni guai, come schiacciarsi il dito con un martello, oppure girare in tondo fino a avere il capogiro o mangiare troppo e sentirsi male: il bambino è invitato a schiacciare i tasti 1 1 8 su un grande cellulare giallo e si ci riesce, si sente una voce rispondere «questo è il numero delle ambulanze, arriviamo subito» e il personaggio si sente subito meglio. Quando però ci sono alcuni casi di emergenza diverse, come un piccolo incendio, se si clicca sempre 118 la voce risponde «questa non è un emergenza medica, devi chiamare l’uno – uno – cinque». Il gioco serve anche a discernere, quindi, dalle emergenze, e a far riconoscere i mezzi che se ne occupano, e spiega al bambino che non si fanno gli scherzi telefonici.

L’utilità del sito non si ferma ai tecnicismi: è arricchito da una sezione di progetti – sono già stati accreditati e resi disponibili due progetti di formazione rivolti al mondo della scuola, realizzati rispettivamente dalla Misericordia di Livorno e dall’Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) della Lombardia – un forum e anche da una rubrica in cui Stefania Sacchezin, Psicologa specializzata in psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia, risponde alle curiosità dei genitori ma anche degli operatori del pronto soccorso che hanno a che fare con i minori.

Un bello strumento che va nella direzione di un uso razionale del 118 nel complesso di un approccio più sereno all’emergenza. Alzi la mano chi pensa che in Italia non ce ne sia bisogno.

Fonte: 118bimbi