Non deve piacere davvero, il 25 aprile, agli esponenti del Pdl. Per la seconda volta in pochi mesi, infatti, dalla coalizione di {#Silvio Berlusconi} giunge una proposta volta ad abolire la Festa della Liberazione, sostituendola con la festa della Democrazia Cristiana.

Il promotore del progetto è Fabio Garagnani, deputato e coordinatore bolognese del Pdl, il quale ha presentato alla Camera un ordine del giorno che richiede la reintroduzione delle feste religiose dei santi patroni cittadini, abolite dalla manovra economica, e la sostituzione del 25 aprile con il 18 aprile, in memoria delle elezioni del 1948, vinte dalla Democrazia Cristiana con la maggioranza assoluta.

Galleria di immagini: Liberazione

Non proprio la stessa cosa, insomma, ma per Garagnani sarebbe una richiesta condivisa dai cittadini:

«Credo di interpretare i sentimenti di una grande parte dell’opinione pubblica bolognese ed emiliano-romagnola per il fatto che, per la prima volta in Parlamento e da parte del Governo, sia stata riconosciuto il 18 aprile 1948 come data fondante della democrazia rispetto al 25 aprile»

Secondo Garagnani il 18 aprile 1948 sarebbe quindi «la vera data fondante e unificante della democrazia italiana», mentre il 25 aprile rappresenterebbe una data infausta:

«Soprattutto nella nostra realtà ha significato profonde lacerazioni e divisioni non ancora composte dal momento che le motivazioni con le quali i partigiani della sinistra combatterono il nazifascismo non erano certo ispirate al desiderio di instaurare la libertà, bensì a quello di creare un regime comunista che fu proprio evitato grazie alla vittoria del 18 aprile 1948»

Ma non sembrano pensarla tutti così. I partigiani dell’ANPI, per esempio, si sono espressi duramente tramite il proprio presidente Smuraglia:

«Questo parlamentare, evidentemente, cerca la provocazione. Mi domando come davanti ai problemi economici gravissimi di questo Paese gli possa essere venuta in mente un’idea così assurda. Il 25 aprile è una festività consolidata nella mente e nel cuore di tanti italiani. Come si può pensare di sostituirla con il ricordo di un’elezione politica vinta da una parte? Non ha nessun senso e nessuno la prenderà in considerazione».

Il Governo nel frattempo ha accolto l’ordine del giorno di Garagnani come “raccomandazione”, pur incassando un “no” deciso della Lega.

Fonte: Il Resto del Carlino