Il momento del bagnetto è sempre un terno al lotto. Non a tutti i bambini piace. Anzi molto spesso le prime immersioni nell’acqua sono sinonimo di pianti e lamenti che contribuiscono a mandare le mamme in confusione.

Ancora una volta bisogna armarsi di pazienza e, in questo caso, anche di tanta attenzione. Un neonato può annegare in pochi cm di acqua. Ecco perché il momento del bagno, soprattutto del primo, porta con sé tanta ansia e trepidazione. Poi i bambini bagnati sono estremamente scivolosi e la paura di farli cadere molto spesso porta i neo genitori a desistere e a posticipare continuamente quello che dovrebbe essere un normale gesto quotidiano. O per lo meno settimanale.

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All’inizio basteranno due bagnetti a settimana. Soprattutto se il lieto evento arriva d’inverno. Se invece ci si trova già nella bella stagione le immersioni nella vaschetta possono essere anche giornaliere. E perché no anche più di una al giorno.

Ovviamente la sicurezza arriverà con il tempo e con la pratica. La prima cosa da fare è assicurarsi di avere tutto l’occorrente per il bagnetto a portata di mano. L’attenzione della mamma dovrà essere sempre rivolta su di lui. Il secondo passo sarà quello di preparare l’acqua a una temperatura ideale. Il piccolo non dovrà sentire freddo, ma anche l’ustione è da evitare. Acqua calda, insomma, non bollente. Mai sopra i 37 gradi. Per controllare la temperatura si può immergere il gomito oppure utilizzare uno dei tanti termometri per l’acqua realizzati proprio per le necessità dei più piccoli.  Bisognerà riempire la vaschetta con 8-10 cm d’acqua. È buona regola far scorrere prima l’acqua fredda seguita da quella calda. Anche la temperatura della stanza deve essere ottimale, più o meno intorno ai 21 gradi. Senza correnti d’aria.

Una volta riscaldato l’ambiente e preparata l’acqua sarà necessario assicurarsi che la vaschetta sia ben salda. I bambini, infatti, tendono a muoversi molto a contatto con l’acqua e questo può agitare i genitori. È finalmente arrivato il momento di immergere il piccolo. Un ultima raccomandazione. Ricordarsi di chiudere i rubinetti prima di adagiarlo nell’acqua. La temperatura dell’acqua potrebbe cambiare molto rapidamente destabilizzando il bambino. L’importante è muoversi con decisione per farlo sentire al sicuro,  sorreggendogli la testa e il collo con una mano e sostenendogli con l’altra il sederino. Pollice e indice ben saldi intorno alla coscia.

Nei primi periodi basterà bagnarlo con l’acqua, più che una spugna è meglio usare un’asciugamano piccolo con il quale strofinare delicatamente tutto il corpo. I bagnoschiuma devono essere specifici per l’età. Fino a 6 mesi sono assolutamente sconsigliati quelli contenenti profumi. Durante il bagnetto, così come a ogni cambio di pannolino, è necessario fare molta attenzione ai genitali. Vanno puliti tutte le volte con una spugnetta pulita o un batuffolo di cotone imbevuto d’acqua per evitare la diffusione di batteri provenienti dalla zona anale.

Per la testa si possono usare uno shampoo neutro che non brucia e non secca la pelle, facendo molta attenzione a non strofinare con forza. Nei primi mesi la zona del cuoio capelluto è molto delicata. Il bagnetto può durare all’incirca 10-15 minuti cominciando con lavaggi molto veloci per poi aumentare gradualmente, in base anche alla risposta del bambino.

Una volta terminato il bagnetto arriva il momento più difficile e ansiogeno. Usando la stessa presa utilizzata per immergerlo sarà possibile  toglierlo dall’acqua senza incorrere in inutili rischi. Il piccolo dovrà essere immediatamente avvolto in un’asciugamano e tamponato, evitando di coprirgli il viso. Questo gesto, infatti, potrebbe spaventarlo.

Non esiste un momento ideale per fare il bagnetto. Solitamente ha un effetto rilassante ecco perché molte mamme lo fanno la sera, per conciliare il sonno dei loro piccoli. Molto dipende però proprio dal bebè. Alcuni, infatti, si esaltano e quindi in quei casi è meglio programmarlo durante la giornata.

Uno dei motivi che inducono i genitori a ritardare l’importantissimo momento del primo bagno è la presenza nei primi giorni del moncone ombelicale. Il rischio è che la ferita rimanga umida e possa divenire veicolo d’infezioni rallentando il normale processo di essiccamento. Tutto dipende dai genitori. La scelta è del tutto soggettiva. Se si vuole comunque fare un vero e proprio bagnetto basterà ricordarsi di asciugare e pulire bene la ferita procedendo a un’accurata medicazione, altrimenti per qualche giorno sarà sufficiente lavare il bebè a pezzi con le spugnature.