Avete presente le immagini patinatissime delle pinup degli Anni ’50 e quella sensazione di essere di fronte al fascino di un tempo che non tornerà più? Nulla di più sbagliato. Negli ultimi tempi, infatti, si è assistito letteralmente al boom di una forma di spettacolo che attinge a piene mani dal fascino del retrò, condendolo in salsa piccante.

Stiamo parlando del Burlesque, un vero e proprio movimento che dagli anni Novanta a oggi ha cominciato a riaffiorare nell’oceano dello showbusiness dopo un lungo periodo di oblio. La ragione di tanto successo è data da un progressivo “affinamento” delle tecniche e delle regole di questa forma di intrattenimento, arrivando a incuriosire il grande pubblico.

Parlare di un semplice spogliarello svolto su musiche vintage che ricordano i jazz club degli anni ’50 è a dir poco riduttivo. Il burlesque abbraccia infatti vari aspetti della danza ma anche del trucco, degli abiti e, soprattutto, va a toccare gli atteggiamenti della ballerina di Burlesque che è sempre estremamente femminile e mai volgare, sia sul palco che nella vita privata.

Siamo di fronte alla semplice esaltazione della femminilità e della sensualità, in cui ogni donna può imparare l’arte della seduzione sfruttando a pieno le sue forme. Forse è proprio questo il motivo dell’incredibile successo del burlesque fra le donne: la possibilità di esaltare se stesse tralasciando totalmente qualsiasi stereotipo della bellezza femminile. A questo occorre, poi, aggiungere quella lieve vena di ironia che c’è in ogni spettacolo burlesque e che, probabilmente, ne è il vero punto di forza.

In realtà, infatti, lo spogliarello in sé passa quasi in secondo piano, surclassato dalla sensualità in sé delle ballerine, dagli abiti di scena sempre molto ricercati e dal trucco, sempre perfetto, tanto è vero che le professioniste non finiscono mai il loro numero completamente svestite.

Così si è assistito al fiorire di locali a tema, serate a tema, corsi di burlesque e mostre fotografiche ispirate a questo nuovo movimento, che è riuscito a imporsi anche in Italia. Ormai, dunque, non ci si limita più a identificare il burlesque con la sola Dita Von Teese, anzi, sono in molti a essersi interessati alla storia e all’evoluzione del fenomeno.