Altro che più ubbidienti e brave a scuola, i poveri studenti sono vessati da una nuova specie di bulli, che gli insegnanti inglesi non hanno dubbi a definire persino “spregevoli”: le femmine.

Il dato clamoroso viene da uno studio della Association of Teachers and Lecturers che ha intervistato più di ottocento insegnanti, registrando un peggioramento complessivo dei comportamenti degli studenti, nel quale però le ragazze si distinguono in negativo rispetto ai ragazzi, migliorati negli ultimi due anni rispetto al sondaggio precedente.

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Come spiega la ricerca, i maschi tendono ad avere comportamenti aggressivi, e una classe composta perlopiù da ragazzi è generalmente più rumorosa e meno produttiva, tuttavia i fenomeni moderni di cyberbullismo, di emarginazione, di aggressione psicologica, sono terreno delle femmine.

Un insegnante di 34 anni, da Reading, ha dichiarato:

“La tendenza delle ragazze a diffondere voci ha esiti più duraturi, mentre i maschi tendono a risolvere la cosa abbastanza rapidamente.”

Un assistente di sostegno all’apprendimento da Crawley, nel Sussex, ha affermato:

“Le ragazze istigano a un livello più subdolo, mentre i maschi tendono a esplodere senza pensare a cosa fanno e perché. Da questo punto di vista le ragazze sono spesso spregevoli: spesso dicono brutte cose, che finiscono per disturbare la lezione tanto quanto fanno i ragazzi.”

Il colore del bullismo è dunque il rosa. Un fenomeno che si ripete anche in Italia? Al momento pare che le statistiche dicano ancora bene per il gentil sesso, ma il bullismo tra le ragazze non è nuovo agli insegnanti italiani, inoltre è da tempo monitorato. In Italia, uno degli specialisti è Luca Bernardo, autore di un libro intitolato appunto “Il bullismo femminile”.

Questi casi possono produrre nelle vittime un disagio terribile, e anche i presidi, spesso, non sanno esattamente come comportarsi, perché la sanzione rischia di alimentare una paradossale fierezza, tuttavia il lassismo è anche peggio. In molti paesi, compresa l’Inghilterra, si punta sui lavori sociali, in Germania un giudice ha invece usato la lettura di romanzi come rieducazione.

Quindi, mamme, se temete che vostro figlio o vostra figlia sia vittima di bullismo “rosa”, non sottovalutatelo: i lividi peggiori sono quelli che non si vedono.