Il cellulare in gravidanza mette a rischio la salute del feto. Lo ha dichiarato uno studio effettuato dai ricercatori della Yale School of Medicine, secondo cui le radiazioni emesse dal telefonino utilizzato dalla futura mamma potrebbero creare problemi allo sviluppo del cervello del nascituro, che durante la crescita potrebbe essere soggetto a problemi come l’iperattività e il deficit di attenzione.

Finora si era sempre sentito parlare dei possibili rischi dovuti alle radiazioni del telefono cellulare ma non si era mai trovato un collegamento diretto tra questi, lo stato di gravidanza e i disturbi comportamentali del bambino. Ora, secondo quanto dichiara il Professor Hugh Taylor, principale autore dello studio, i risultati ottenuti proverebbero l’esistenza di un meccanismo di causa-effetto tra le due circostanze.

Si stima che ci siano oltre il 54 per cento delle probabilità che il bimbo, sottoposto ai rischi dell'uso del telefonino, nasca con qualche problema di ordine comportamentale come sovraeccitazione, emotività, iperattività, condotta e difficile relazione con i coetanei.

Ma come avviene questa interazione pericolosa tra feto e radiazioni? Il cervello dell'embrione è sensibilissimo e riceve degli impulsi dal cellulare che possono alterare l'attività elettrica delle cellule e modificare durante la crescita le capacità e i comportamenti del bambino.

Questo significa che una donna durante tutta la gestazione non può utilizzare il telefono? Bisogna essere cauti sulle conclusioni, lo afferma anche il Professor Taylor che invita a trovare una giusta via di mezzo evidenziando che nessuna donna porterebbe attaccato a sé per 24 ore il cellulare, ma che ciò che importa è un uso coscienzioso e limitato.

Ancora più importante è sapere che non è tanto l'uso del telefono attaccato all'orecchio che può nuocere alla salute del feto, quanto tenerlo vicino a sé sempre acceso. L'apparecchio infatti emana continuamente radiazioni, ecco perché basterebbe tenerlo a una distanza di sicurezza dalla pancia della donna, non dormirci accanto e possibilmente tenerlo spento se non è del tutto indispensabile.

Al di là di qualsiasi studio basterebbe mettere in atto una normale attenzione nell'uso di apparecchi elettronici che emanano radiazioni durante le fasi della gravidanza che come si sa è una delle più delicate che una donna possa attraversare.

E sarebbe anche opportuno tenere conto del fatto, aggiungono i ricercatori, che qualora questa correlazione tra cellulare e disturbi comportamentali nei bambini fosse incontrovertibilmente dimostrata, si tratterebbe di tutelare la salute pubblica dato l'uso massiccio della tecnologia nel nostro stile di vita attuale.