Utilizzare la tecnologia a proprio vantaggio invece di proibirla. Si chiama Cyberpsicologia e in California il professor Robert Weisskirch la sta promuovendo con le sue ricerche. In una di queste parla dei cellulari, ossessione per gli {#adolescenti}, problema per i genitori.

Secondo lo studioso, il cellulare può influenzare positivamente il rapporto tra genitori e figli, a patto che i primi ne comprendano l’utilizzo senza remore. Conoscere le modalità con le quali i più giovani adoperano i cellulari e curare dettagli della conversazione, oltre che il suo scopo, sono fattori importanti per migliorare il legame.

Un esempio? Se i genitori non guardassero con riprovazione i cellulari di ultima generazione (quelli che permettono di connettesi ai social network e restare sempre connessi a Internet) scoprirebbero che questi aggeggi permettono loro di monitorare gli spostamenti, le attività, offrendo supporto per qualunque problema o domanda nei tempi che gli adolescenti di oggi considerano normali: all’istante.

Può sembrare velleitario, ma questa ricerca, dove sono state intervistate 196 coppie di genitori-adolescenti (13 per cento padre-figlio, 11 per cento padre-figlia, il 30 per cento madre-figlio e il 46 per cento madre-figlia) ha stabilito che una volta aperta una strada di comunicazione, gli stessi figli mandano messaggi ai genitori in cui esprimono i loro stati d’animo: cioè fanno con naturalezza quello che tra le mura di casa si rifiutano sempre di fare.

Dato che per loro la rete sociale tecnologica è per definizione aperta, restano più aperti anche nei confronti degli adulti e delle figure educative. Una potenzialità da sfruttare, ma attenzione: si ottengono risultati solo se si resiste alla tentazione di utilizzare questi strumenti per spiare i figli, comportamento dannoso per la loro autostima. Peggio ancora, chiamare i figli quando si è sconvolti per un litigio avuto con il partner.

Ecco dunque qualche suggerimento:

1. Non fate James Bond

I figli non amano essere inseguiti come in una spy story. Inoltre è controproducente, perché loro sono molto più bravi a non farsi trovare.

2. Mantenete la frequenza

Se avete abituato i figli, con il loro accordo, a un orario o una frequenza di chiamate, anche solo per raccontarsi il più e il meno della giornata prima di ritrovarsi tutti a casa, non tradite questa attesa per nessuna ragione al mondo. I figli dicono sempre “mamma, quanto stufi!”, ma in realtà fa piacere, dà un senso di sicurezza.

3. Al telefono il sostegno morale

Se i figli vi chiamano per un loro problema, trattenete l’eventuale rimprovero per quando sarete faccia a faccia. Al telefono funziona meglio un immediato sostegno morale, per tamponare il peggio.

4. Non chiamare se si è furiosi

Se per qualche ragione siete arrabbiate, con il figlio o con il marito, non sfogatevi al cellulare: combinereste un pasticcio. La conversazione finirebbe per contenere tanti di quegli equivoci che ci vorrebbero settimane a dipanarli.