È partito la scorsa settimana “Cosmo“, ovvero il Cohort Study on Mobile Phones, il primo studio dedicato alla relazione tra utilizzo dei telefonini ed effetti sulla salute. Sarà condotto dall’Imperial College di Londra, durerà 30 anni e vi parteciperanno 250.000 cittadini europei tra i 18 e i 69 anni.

Si tratta di un progetto senza precedenti in quanto vedrà la collaborazione delle grandi compagnie telefoniche: queste renderanno disponibili i dati relativi alle chiamate dei soggetti sottoposti al test e i ricercatori li confronteranno con i loro esami clinici. Sarà così possibile comprendere l’eventuale influenza del telefono cellulare su diversi tipi di tumore, su malattie neurologiche o su disturbi minori come l’insonnia e l’emicrania.

E proprio il professor Lawrie Challis, consulente del governo inglese in relazione alle telecomunicazioni, cerca di scoraggiare l’uso dei telefonini per i giovani sotto i 12 anni:

Il loro sistema immunitario è ancora in via di formazione e sappiamo che a quell’età si è più sensibili e recettivi, basti pensare ai raggi ultravioletti: se un bambino viene esposto troppo al sole, ha più probabilità di ammalarsi di tumore alla pelle rispetto a un adulto.

Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostenga che non siano necessari particolari riguardi sull’argomento, vale la pena notare che il primo studio inizia ora e non si chiuderà prima di 30 anni, insomma, una generazione. Per questo motivo il professore inglese si appella alla responsabilità dei genitori i quali, a suo avviso, dovrebbero impedire ai ragazzi troppo giovani di abusare del cellulare e se pensiamo che, in Italia, più della metà dei bambini tra i 7 e gli 11 ne possiede uno, possiamo condividere le preoccupazioni del professore sulle ripercussioni che in futuro questi individui potrebbero essere costretti ad affrontare.