Il cinema di Kathryn Bigelow è da sempre etichettato come adrenalinico. La regista americana ex moglie di James Cameron, dopo aver trionfato all’ultima notte degli Oscar nelle due categorie più importanti, ossia quelle di miglior film e di miglior regia con il suo “Hurt Locher”, non sembra che confermare tutto questo, la sua ultima pellicola è infatti quanto di più adrenalinico si sia visto nelle sue produzioni.

La Bigelow ha impiegato davvero poco tempo a conquistare sia la critica che il pubblico, già dalla sua seconda regia mostra da subito un grande talento con “Il buio si avvicina” del 1987, uno dei migliori film di genere dedicati ai vampiri, dove la regista, attraverso un stile davvero singolare e non troppo fra le righe, utilizza la figura del vampiro facendo dei chiari riferimenti alla tossicodipendenza e all’Aids, ancora oggi, infatti, il film è considerato dagli appassionati un vero e proprio cult-movie.

Ma la vera impronta caratterizzante del suo cinema viene fuori nei cinque anni che vanno dal 1990 al 1995 dove la Bigelow dirige tre film che ne evidenziano la poetica, pellicole del calibro di “Blue Steel”, per poi proseguire con “Point Break” con la memorabile coppia composta dal compianto Patrick Swayze e Keanu Reeves.

Successivamente, con una sceneggiatura dell’allora marito James Cameron porta nelle sale il bellissimo “Strange Days“, interpretato da un’altra straordinaria coppia di attori composta da Ralph Fiennes e dalla solita bravissima Angela Bassett. Dopo cinque anni di pausa la Bigelow sorprende un po’ tutti dirigendo l’estremamente sottovalutato “Il mistero dell’acqua”, thriller paranormale davvero interessante, che in parte va a deludere i suoi fan più appassionati, da sempre abituati a ben altri scossoni durante la visione nei suoi film.

Nel 2002 arriva un piccolo passo falso con “K-19”, nonostante il cast eccezionale composto da Harrison Ford e Liam Neeson il film è parecchio deludente, delusione ampiamente superata grazie allo splendido riconoscimento ottenuto con uno dei film più importanti prodotti negli ultimi anni, parliamo ovviamente di “The Hurt Locker” film che ha portato alla Bigelow ben sei Oscar permettendole così di passare alla storia come la prima donna in 82 anni ad aver vinto un Oscar come Miglior Regia.