La società è cambiata, sono cambiate le esigenze e anche le mode e i modi dell’abitare. Non è solo un fattore generazionale, è anche e soprattutto un problema economico. La famiglia tradizionale si va perdendo, aumenta il numero delle persone monogenitoriali, dei single, dei divorziati, dei separati. E il lavoro è precario, mentre aumenta il costo della vita e calano gli stipendi.

Siamo di fronte a nuovi assetti sociali che influenzano anche la scelta della casa. E il cohousing rappresenta la soluzione alternativa all’abitare tradizionale. È la casa in condivisione, una possibilità abitativa alla portata di tutti: dei giovani che vogliono formarsi una famiglia; dei separati che possono avere un alloggio a minor costo; delle persone non più giovani costrette a cercare un’abitazione più economica.

Il cohousing può rappresentare la soluzione più conveniente per molti e per motivi vari: prezzi più accessibili per l’autoproduzione di energia e conseguente risparmio sulle utenze; la condivisione degli spazi comuni crea aggregazione con i vicini per tutte le evenienze; condivisione anche dei servizi, dal car sharing alla banca del tempo: i cohouser, ovvero gli abitanti, mettono a disposizione della collettività un tot di ore di lavoro per eseguire lavori diversi: di idraulica, ad esempio, o di baby sitting. Con notevole risparmio per tutti.

Cosa è il cohousing

Il cohousing è un termine anglosassone che potrebbe significare “coabitazione”, ovvero una particolare forma di vicinato in cui coesistono abitazioni private e servizi comuni: gli spazi abitativi sono progettati anche e soprattutto in funzione della privacy di ognuno ma, contemporaneamente, soddisfano il bisogno di socialità, di aiuto reciproco per la gestione delle varie esigenze del vivere, come, ad esempio, la cura dei bambini o degli ambienti.

Il cohousing offre un abitare più ”socializzante” del condominio tradizionale, dove ognuno è isolato nel proprio appartamento. Ma da sottolineare che, pur nella condivisione, ogni nucleo familiare mantiene la sua indipendenza d’azione e di pensiero e la sua autonomia economica, senza essere vincolato a stili di vita che rimangono comunque strettamente personali. Abitare in cohousing è un nuovo modello di abitare e di vivere la città e un’opportunità per riscoprire socialità, cooperazione e solidarietà.