Emergenza abitativa, precarietà nel mondo del lavoro e aumento del costo della vita: tre coordinate che spingono a cercare soluzioni alternative almeno al problema dell’abitare oggi.

Nel cambiamento sociale in atto, infatti, il mercato immobiliare tradizionale non riesce a rispondere alle nuove esigenze e una soluzione valida si va sempre più prospettando nel cohousing soprattutto per i giovani, una moda che offre un abitare più a portata delle attuali disponibilità economiche, notoriamente scarse.

Molti coloro che vanno prendendo in considerazione il cohousing, non solo sotto il profilo economico ma anche per altri motivi che vanno dal godimento degli spazi comuni alla socialità al mutuo soccorso nei casi d’emergenza. E poi alla condivisione di servizi: dal car sharing alla banca del tempo, ovvero alla disponibilità di ore di lavoro messe a disposizione dagli abitanti per lavori di idraulica, sartoria o baby sitting, ai gruppi d’acquisto solidali.

Il cohousing può essere una soluzione abitativa alla portata di tutti. Un esempio ci viene dall’Urban Village Bovisa, a Milano, dove 32 nuclei convivono dall’estate 2009 in uno spazio che una volta era occupato da una fabbrica di barattoli.

Ma non è l’unico esempio di cohousing. Un altro esempio arriva da Vimercate, in Brianza, dove 12 famiglie, con impegno comune, stanno realizzando la Corte dei Girasoli su un terreno acquistato in gruppo, mediante un bando comunale rivolto al cohousing.

I lavori di costruzione saranno condotti secondo i criteri dell’edilizia più avanzata, con particolare attenzione al risparmio energetico. Infatti, l’obiettivo comune è la classe energetica A, per cui saranno installati impianti di energia da fonti rinnovabili. Nell’ambito della progettazione sono previsti un doposcuola per i bambini, una biblioteca e un appartamento per gli ospiti.

Il cohousing si va prospettando, quindi, come la risposta all’attuale emergenza abitativa in termini di economia e socialità. Se ne prevedono esperienze analoghe altrove. A Milano, ad esempio, l’assessore all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, sta valutando iniziative analoghe, che sfruttino l’esistente, organizzando allo scopo un gruppo di lavoro per individuare edifici da riqualificare e trasformare in abitazioni a prezzi accessibili per chi non può accedere al libero mercato.