Il colloquio frontale è un momento fondamentale nel percorso per la ricerca di un lavoro. Forse mai nella vita sentiamo di essere sotto esame, proviamo disagio come quando ci presentiamo a un selezionatore sottoponendogli la nostra candidatura. Per questa ragione proliferano i manuali e i suggerimenti per non sbagliare proprio in quei minuti fatidici.

L’ultimo decalogo ci riguarda però da vicino, perché è il frutto di un sondaggio fatto a 108 manager italiani. Una ricerca di CareerBuilder rivela i primi 10 errori del linguaggio del corpo che un candidato può commettere durante un colloquio, e che potrebbero costargli la posizione; come anche quei fattori che potrebbero invece portarlo all’assunzione.

Nel decalogo delle cose da non fare si trovano alcuni punti di fermi validi a ogni latitudine, come stretta di mano debole o certe cattive posture. E altre cose a cui spesso non si pensa. Vediamole in dettaglio con le loro percentuali.

1. Mancato sguardo diretto – 62%

2. Stretta di mano debole – 58%

3. Muoversi troppo sulla sedia – 39%

4. Cattiva postura – 38%

5. Incrociare le braccia – 36%

6. Giocherellare con qualche oggetto sul tavolo – 27%

7. Gesticolare troppo con le mani – 25%

8. Toccarsi i capelli o il viso – 25%

9. Non sorridere – 21%

10. Stretta di mano troppo forte – 9%

Come si evince dal sondaggio, per più della metà dei manager lo sguardo e la stretta di mano sono gli elementi di giudizio più importanti per quanto riguarda i segnali non verbali durante un colloquio. Altri errori, per quanto da correggere, che spesso nei paesi anglosassoni sono fortemente censurati – come gesticolare troppo – in Italia rivestono un’importanza minore. Proprio per le caratteristiche del nostro modo di fare mediterraneo.

Ma dal sondaggio, che ha coinvolto complessivamente un campione di 547 manager in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Svezia, appartenenti a diverse aziende e intervistati tra il 3 giugno e 8 giugno scorso, scaturiscono anche alcune qualità ritenute vincenti.

Parlare più lingue è importante per il 36% dei manager. Sorprendentemente, anche l’umorismo è consideato un valore, per il 19% degli intervistati, a pari merito con le attività sociali, come il volontariato. Più indietro, ma da considerare, l’aggiornamento delle ultime notizie (14%), l’abbigliamento (12%), la conoscenza dei social media (11%) e la forma fisica (8%).

Corrado Tirassa, Managing Director di CareerBuilder Italia, Spagna e Svizzera, così commenta:

“C’è molta tensione associata ai colloqui di lavoro, durante i quali i candidati tentano di dare un’impressione positiva e duratura. I datori di lavoro non fanno solo attenzione a cosa dici, ma anche a come lo dici. Preparare risposte a probabili domande di un colloquio di lavoro e praticarle con qualcuno è una buona idea.”

Qualche raccomandazione? Meglio dei consigli direttamente forniti da CareerBuilder non ce ne dovrebbero essere. Eccole:

Stai calmo/a. Calma i nervi arrivando intorno al luogo del colloquio in anticipo, evita la caffeina e fai respiri profondi.

Pratica, pratica, pratica. Fai ricerche sull’azienda, preparati risposte alle domande più comuni e presentati armato di molti esempi dei tuoi successi professionali.

Guarda te stesso/a. Pratica le risposte del colloquio davanti a uno specchio o video-registrati per aggiustare il linguaggio del corpo se necessario.

Fonte: CareerBuilder