Quello che dovrebbe essere il momento più bello nella vita di una donna rischia di trasformarsi in un incubo per le donne lavoratrici e per i loro colleghi.

La gravidanza che porta con sé già numerose ansie e paure diventa ancora più insostenibile se la futura mamma ha la fortuna di avere un lavoro. Il periodo di maternità che spetta per legge alla gestante implica quasi sempre un punto interrogativo sul futuro.

Galleria di immagini: Maternità e stress

Non è infatti raro che la neo mamma che ritorna al lavoro possa di colpo ritrovarsi declassata o nei casi più gravi fuori organico. Sicuramente un giusto motivo di stress che viene definito dagli studiosi come sindrome da stress correlato. Colpisce in genere un lavoratore su quattro. Le cifre raddoppiano quando si tratta di donne in maternità e dei loro colleghi. Ebbene si. Questo tipo di problema coinvolge anche tutti coloro che lavorano accanto alla futura mamma e che, durante il periodo di assenza, dovranno sobbarcarsi del lavoro aggiuntivo.

La ricerca condotta dal Laboratorio Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere) sul “Benessere organizzativo” ha messo in evidenza il problema. Secondo i dati oltre il 60% delle mamme in maternità nelle Asl e negli ospedali pubblici non vine sostituito.

Colpa dei tagli alla sanità e della crisi.  Questo comporta un aggravio lavorativo per coloro che rimangono con una qualità del sevizio sicuramente ridotta.

Secondo il rapporto Asfor (Associazione italiana per la formazione manageriale) il 27% delle aziende italiane mira al miglioramento del benessere lavorativo e quindi della produttività. Si è scoperto che se il clima interno è migliore la produttività cresce del 27%  con un indice di gradimento da parte dei clienti che raggiunge il 47%.

Dai dati risulta chiaro che la sostituzione temporanea della mamma in congedo per maternità sarebbe utile non solo alla persona in questione, ma anche ai colleghi e all’azienda. La gestante potrebbe vivere con tranquillità un momento così particolare della propria vita e i colleghi non avrebbero di fatto l’obbligo di aumentare la loro mole di lavoro per un periodo piuttosto lungo. Meno stress, più produttività. A tutto vantaggio dell’azienda e del cliente.

Insomma una maggiore organizzazione aziendale in caso di maternità comporterebbe una riduzione dello stress di tutti i lavoratori e di conseguenza un miglioramento dei servizi.