Terre des Hommes ha presentato a Milano, in occasione della quinta edizione del Child Guardian Award, una Carta che si propone di elencare i principi fondativi di un rispetto maggiore dei minori nella comunicazione televisiva. Un documento realizzato da oltre 70 esperti che snocciola tutti gli elementi considerati insuperabili per evitare gli abusi delll’innocenza dei minori per meri scopi commerciali, o peggio.

Il testo è presente sul sito ufficiale della Carta di Milano, dove si può leggere, nel preambolo e nella sua genesi, e commentare, anche sui social network. Nel redigere il documento gli esperti si sono ispirati alla Convenzione dei diritti del fanciullo, alla Carta di Treviso, al Keeping Children Safe, al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e all’esperienza maturata in cinque edizioni del Child Guardian Award, dove sono premiati i miglio esempi di campagne TV, stampa e affissioni che hanno saputo offrire l’immagine più corretta dei bambini.

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«Con la Carta di Milano vogliamo suscitare un dibattito intorno al tema dell’immagine dei bambini e delle bambine, contribuendo a creare, per i nostri figli un mondo più rispettoso e attento.»

La Carta è scritta come un decalogo e afferma, nei primi tre punti, che i bambini sono soggetti attivi con dignità, idee e valori, e la loro rappresentazione dovrebbe sempre tenere conto di questo potenziale coinvolgendoli coerentemente agli obiettivi di comunicazione, soprattutto evitando l’uso artificioso della loro immagine. I minori, inoltre, sono tali indipendentemente dal colore della pelle e dalla dalla provenienza etnica, come anche dalla loro fede religiosa e condizione sociale. La comunicazione non deve quindi inviare messaggi discriminatori e deve basarsi sulle differenti età dei bambini coinvolti rispettandone l’evoluzione naturale. In sostanza, è sbagliato rappresentarli in comportamenti inadeguati alla loro età, bandendo dai media ogni loro precoce erotizzazione.

Nel quarto e nel quinto punto si parla dell’importanza di non idealizzare l’immagine dei minori, e di non rappresentarli in atteggiamenti che possano incitare alla violenza.

«La comunicazione dovrebbe rappresentare le bambine e i bambini in maniera veritiera, rifuggendo da ogni idealizzazione, buonismo o pietismo e bandendo, nel contempo, ogni promozione o incitamento di comportamenti devianti o violenti. La comunicazione dovrebbe rispettare la fantasia, la creatività e la curiosità dei bambini e delle bambine, così come quel delicato mondo di relazioni e interazioni in cui vivono ogni giorno. I bambini e le bambine non devono essere rappresentati attraverso la raffigurazione adultizzata di stati d’animo negativi quali noia, depressione, rabbia, paura, o insoddisfazione che mirano solo a una loro strumentalizzazione a fini commerciali. Quando questi sentimenti negativi vengono rappresentati, lo devono essere secondo una modalità coerente, autenticamente corrispondente al significato che essi hanno per i bambini.»

La comunicazione inoltre, non deve rappresentare il genere in categorie fisse e, soprattutto, non deve mostrare i bambini e le bambine impegnati in attività destinate a uomini o a donne per convenzione, comportamento che rafforza le discriminazioni di genere. Fondamentale è che i media non sminuiscano il ruolo delle figure di riferimento per i più piccoli, e che non strumentalizzino le stesse fragilità dei minori spingendo gli adulti verso allarmismo e sensi di colpa.

Gli ultimi due punti toccano da vicino la sfera della salute dei bambini:

«La rappresentazione di bambini e bambine affetti da patologie non deve ricorrere a immagini, descrizioni o discorsi che possano ledere la loro dignità. Il benessere delle bambine e dei bambini è prezioso e la loro alimentazione è fondamentale perché possano crescere in modo sano ed equilibrato. La comunicazione dovrebbe promuovere un corretto stile di vita fisico e alimentare, cercando di rafforzare comportamenti che salvaguardino il benessere presente e futuro dei bambini.»

Fonte: Carta di Milano