Nel corso della Giornata Mondiale del diabete si è discusso di come poter battere sul tempo lo stesso e prevenirlo. Bisogna fare attenzione alla dieta e all’attività fisica, elementi chiave per combatterlo.

È stato infatti dimostrato come svolgere regolarmente dell’esercizio fisico aiuti a migliorare la glicemia, la pressione e che, cosa da non sottovalutare, riduca la mortalità. Il problema è che l’Italia è un Paese piuttosto sedentario e la popolazione nostrana si muove molto meno: il 58% infatti fa davvero poco sport, 3 ore alla settimana contro 5 ore alla settimana della restante percentuale.

Sottolinea Gerardo Corigliano, presidente dell’Associazione nazionale italiana atleti diabetici (Aniad), in occasione della Giornata Mondiale del diabete:

«Abbiamo voluto organizzare questa manifestazione nella sede della Comitato olimpico nazionale per ricordare quanto l’attività fisica, sotto forma di sport agonistico, amatoriale o di semplice abitudine per tenersi in forma, sia importante per prevenire il diabete o curarlo, perché migliora molti parametri biologici come glicemia, trigliceridi, colesterolo Hdl e complessivamente il rischio cardiovascolare, favorisce un ottimale stato psicologico riducendo i livelli di ansia e la depressione, rinforza l’autostima.»

Il 12,6% degli italiani adulti, ovvero circa 6,5 milioni di persone, è a rischio di sviluppare il diabete e sono una persona su quattro ne è consapevole. Solo in pochi sanno però che la dieta e l’attività fisica aiutano nella gestione dello stesso: la seconda, sotto forma di sport agonistico, migliora molti parametri biologici come ad esempio colesterolo HDL, glicemia, trigliceridi e complessivamente il rischio cardiovascolare.

Oltre a essere utile nella gestione del diabete, lo sport favorisce anche un benessere psicologico, pertanto è fondamentale non sottovalutarlo e abbandonare così lo stile di vita sedentario che in troppi conducono.