Il Discorso del re“, il film storico di Tom Hooper, con Colin Firth, ha collezionato diverse nominatios agli Oscar 2011. Il film, premiato al Toronto International Film Festival, al British Independent Film Awards e ai Golden Globe 2011, rischia però di non ricevere alcun Oscar.

Secondo alcuni bookmaker, infatti, il film di Hopper può solo sperare nell’Oscar per il “Miglior attore protagonista”. Né il film, né il regista possono aspirare all’ambito premio. Infatti, secondo i bookmaker, “Il discorso del re” è quotato solo 5 a 2, mentre il favorito sarebbe “The social network“, la pellicola di David Fincher sulla nascita di Facebook.

Galleria di immagini: Il discorso del re

I pronostici si basano su alcune considerazioni oggettive. “Il Discorso del Re” è sicuramente un film bellissimo, che vanta un’attenta regia e un cast d’eccezione. Il film di Hooper, però, è molto british, in quanto racconta un particolare periodo storico della monarchia inglese. “The social network”, invece, racconta il coraggio di un semplice studente che si è inventato un business miliardario e ha dato così vita alla realizzazione della filosofia americana del “You can!“. In questo momento di crisi finanziaria ed economica che attanaglia il mondo, e in particolare gli Stati Uniti, premiare il sogno americano del “You can!” significa regalare speranza e sogno di ricchezza. Così premiare “The social network” diventerebbe il pretesto per dare una sferzata di ottimismo all’America di Barack Obama, piegata dalla crisi.

Inoltre, gli ambiti premi vengono assegnati dall’American Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che è appunto americana.

“Il Discorso del re” può comunque sperare nell’oscar al “Miglior Attore” per Colin Firth per la sua interpretazione di Re Giorgio IV, e per alcuni premi minori.

In realtà, la differenza tra i due film è sostanziale: “Il discorso del re” vanta una storia piena di significati, humour e messaggi profondi; “The social network” è una commedia leggera, senza molto spessore.

Resta solo la speranza che i pronostici si sbaglino e che l’Oscar venga assegnato a chi veramente se lo merita.