Il divorzio tra Luisella Costamagna e Luca Telese voluto da La7, ha davvero creato un caso mediatico tutto consumato online, tra le pagine di Facebook e di Twitter o attraverso i numerosi commenti dei fan della giornalista piemontese che non hanno per niente accettato il suo allontanamento dal programma a favore di Nicola Porro, vicedirettore de “Il Giornale”.

Galleria di immagini: In onda

Ognuno ha cercato di dire la sua. Chi attraverso il suo blog, come lo stesso Telese, che all’interno del “Fatto Quotidiano“, nello spazio da lui gestito, dove ha cercato di replicare alle critiche piovutegli addosso, scatenando ancora di più le ire di chi, se prima poteva ritenere la Costamagna come la classica “prima della classe” un po’ antipatica e snob, adesso vede in lui l’uomo da accusare e condannare. Una pessima pubblicità che ha sicuramente leso molto la sua immagine.

Anche Aldo Grasso, nel suo video sul “Corriere della Sera”, chiede ai lettori da che parte stiano. E cerca di analizzare anche il perché, forse, sarebbe stato preferibile non mandare a casa la figura femminile di “In onda” che, certamente, non aveva alcun bisogno di essere sostituita, visti i buoni ascolti della trasmissione nel periodo estivo, in un programma dove per altro lei stessa racconta di aver investito tanto:

“Guardi, il titolo è mio, l’ho proposto io. È un programma che ho contribuito a far nascere, a costruire, ed è stato di successo. Basta vedere i dati: la nostra trasmissione ha chiuso l’edizione estiva con il record del 9,24 di share. E la media quest’estate è stata intorno al 7%. Ecco perché la mia sostituzione non è dettata da ragioni oggettive”.

E a quanto pare, anche il “Fatto Quotidiano” nella persona di Loris Mazzetti difende la Costamagna, con un articolo dal titolo “Una TV contro le donne“, in cui spiega come l’epurazione della giornalista dal programma appartenga al lato oscuro della TV, ricordando altresì che l’uomo con cui è stata rimpiazzata ha subito indagini per concorso in violenza privata sulle presunte minacce a Emma Marcegaglia. Insomma, una televisione che va contro le donne a tutto tondo, aggiungendo poi alla fine una simpatica similitudine tra la vicenda di Luisella Costamagna e quella di Antonio Cassano alla Sampdoria, per dire che i migliori non possono e non devono restare seduti in panchina.

Fonti: Corriere della Sera, Il Salvagente