Care lettrici di OneWoman, in occasione dell’apertura della prima boutique di Marni a Las Vegas, ho il piacere di presentarvi la griffe di Consuelo Castiglioni.

Noto agli appassionati di moda, il brand è tuttavia meno conosciuto da chi non segue con assiduità questo mondo, né suole abbagliare la propria vista nelle lussuose vie del pret a porter internazionale. Marni, infatti, sin dagli esordi, è riuscita a ritagliarsi la sua considerevole fetta di mercato fino a conquistarsi clienti come “Madonna”, “Elle Mc Pherson” e “Stella Tennant” adottando modalità alternative rispetto a quelle tradizionali.

Non profondendo particolari energie nel marketing, senza acquistare, quindi, spazi pubblicitari in prestigiose riviste di settore o campagne televisive, né affollare le strade di gigantografie dei suoi modelli, Marni ha tracciato il suo fortunato percorso direttamente grazie alle luminosissime vetrine accanto ai suoi più stretti concorrenti (oggi conta 250 negozi tra Europa, Nord e Sud Amrica, Asia) e lasciando che fosse il suo stile, davvero unico e originale, a restar impresso nella mente dei suoi estimatori più di quanto un comune slogan possa fare.

La prima collezione risale soltanto agli anni 90, ma in questo ventennio la “griffe” ha compiuto notevoli passi. Inizialmente, in tempi di animalismo imperante, Marni si è caratterizzato per gli accostamenti tra pelliccia e cachemire, pizzo, seta; e, soltanto in un secondo momento, si è lanciato anche nei limitrofi settori della maglieria, abbigliamento e accessori. Tutt’oggi il brand si vanta dell’artigianalità della produzione tutta interna all’azienda, delle stoffe pregiate e delle accurate finiture a mano, con ispirazioni spesso un po’ “bohèmienne” e “hippy chic”.