Da diversi mesi sul Web è esplosa la presenza dei fashion blogger: giovani, per lo più studenti, dediti a proporre con cadenza quasi giornaliera outfit legati alle ultime tendenze, arricchiti dal proprio gusto personale. Si tratta di un fenomeno che non è passato inosservato al blasonato mondo della moda. Il fashion blogger, infatti, si pone come punto intermedio tra lo stilista e il consumatore: la sua attività risulta, perciò, utile ai designer per comprendere quali siano realmente i gusti del pubblico.

oneWoman ha avuto l’occasione di intervistare telefonicamente una delle fashion blogger più quotate in Italia: Veronica Ferraro. Ventiduenne di Milano, grazie a The Fashion Fruit, il suo blog dedicato al mondo della moda, Veronica ha potuto riscuotere un buon successo, tanto che anche la stampa e la TV si sono accorte delle sue potenzialità.

Chiunque pensi che alla base dell’attività di blogger di moda vi sia un mondo frivolo e, forse, anche un po’ snob, si dovrà ricredere: Veronica, oltre a essere una persona estremamente disponibile, non si è montata la testa a seguito di questa inaspettata popolarità. Il suo obiettivo? Finire gli studi, come tutte le ragazze della sua età. oneWoman le ha chiesto di spiegare questa nuova direzione del Web, partendo dalla propria fortunata esperienza.

Il fenomeno dei fashion blogger sta spopolando in rete a livello internazionale e, da diversi mesi, è approdato anche in Italia. Il tuo blog è sicuramente uno dei più seguiti, puoi raccontarci quale è stato il tuo percorso?

Ho iniziato a pubblicare le mie foto già da qualche anno su un sito di photosharing, Flickr: erano foto inizialmente generiche, poi via via sempre più improntate alla moda. Quando ho notato che gli scatti di moda destavano più interesse rispetto agli altri, mi è venuta la voglia di aprire uno spazio più personale, e anche più personalizzabile, quale appunto il mio blog. Su Flickr avevo visitatori principalmente italiani poi, grazie anche a LookBook, il pubblico si è ampliato e ora posso contare anche su una crescente presenza di utenti stranieri.

Anche gli stilisti si sono accorti dell’importanza dei blog dedicati alla moda, tanto che spesso i blogger più quotati vengono invitati a eventi e sfilate. Credi che la figura del fashion blogger possa diventare presto una vera e propria professione? Vi sarà una sorta di selezione naturale fra voi blogger?

Sicuramente in questo periodo vi è stato un boom di fashion blogger, anche in Italia. Per quanto riguarda il blogger generico, si può parlare ormai di una vera professione. Per quanto riguarda la moda, invece, deve passare la novità, il fenomeno si deve assestare e, forse, poi si potrà verificare la fattibilità di un’occupazione vera e propria. Credo che vi sarà una selezione: dipenderà dalla perseveranza nel proporre le novità del momento e dalla professionalità, ovvero quanto il blogger riuscirà a essere adeguato a un lavoro in questo ambito.

The Fashion Fruit appare come un blog ben curato, grazie a un’attenzione non limitata solo agli abiti ma anche alle scenografie, alla resa degli scatti e alla presentazione grafica dei contenuti. Quanto tempo ti prende questa passione? Come si svolge un tuo servizio fotografico?

È di certo un hobby molto impegnativo e non deve diventare un lavoro, perché fondamentalmente per me ora è solo una passione. Richiede però molto tempo, vi sono diversi momenti: scegliere l’outfit in modo ragionato, trovare un’ambientazione che sia adatta all’outfit prescelto, scattare le foto, postprodurle regolando luci, colori e via dicendo e, infine, scrivere il testo in due lingue. È un lavoro abbastanza impegnativo, ma fortunatamente posso contare anche sull’aiuto del mio ragazzo, a mio avviso un bravissimo fotografo. Si tratta anche per lui di un’attività stancante, ma allo stesso tempo appagante.

Nei tuoi outfit trovano spazio non solo abiti e accessori delle grandi firme della moda, ma anche soluzioni low cost adatte a ogni budget, quali H&M e Zara. Il tutto, con un occhio di riguardo all’eleganza. Si tratta di una scelta apprezzata dalle tue lettrici, le quali possono così prendere spunto dalle tue proposte mantenendosi su costi accettabili. Possiamo superare, perciò, la concezione che identificava la moda unicamente nel marchio?

Il fatto che esistano delle catene low cost, che comunque riproducono gli abiti visti sulle passerelle rendendoli accessibili ad un pubblico più vasto, è certamente positivo. Non si può, però, prescindere dal marchio iniziale: l’idea per un abito o un trend viene impressa dalla grande firma.

Grazie alla tua attività, hai potuto partecipare a diversi eventi organizzati da nomi importanti del mondo della moda. A tuo avviso, in che modo l’attività di fashion blogger può essere utile agli stilisti? Il fashion blogger è un trend-setter?

Penso che sia molto importante lo street-style, quindi la moda nelle mani dei consumatori. Il fatto che noi fashion blogger riproponiamo un look d’ispirazione anche dalla gente incontrata per strada, può permettere agli stilisti di ricevere, in breve tempo e direttamente dai clienti, un feedback sui loro prodotti. Si tratta di un aiuto utile per capire cosa piaccia ai consumatori, per comprendere cosa le persone comuni indossino più frequentemente. Quindi si, il fashion blogger è un trend-setter.

Il tuo blog ha riscosso un buon successo, grazie a un nutrito gruppo di appassionati. Ma, come consuetudine del Web, sono arrivate anche alcune critiche, a volte con toni ironici, altre con modalità forse eccessive. È difficile convivere con la popolarità sul Web? Come reagisci quando il pubblico non si limita alla critica dei tuoi outfit ma scade nel personale? Credi che le modalità del Web, inibendo l’interazione faccia a faccia, favoriscano atteggiamenti forse esagerati?

Esporsi così tanto su un sito presenta sempre un rovescio della medaglia. Ho ricevuto diverse critiche, a seconda dei periodi: nei primi tempi ho reagito male e me la sono presa abbastanza, perché non ero abituata. Man mano, proseguendo con il mio lavoro e scoprendo come i fattori positivi fossero più importanti di quelli negativi, ho imparato ad accettare le critiche e a non farne più un cruccio. Ovviamente il Web è più adatto a favorire questi episodi: sono convinta del fatto che, conoscendomi dal vivo, i toni sarebbero certamente meno accesi.

Uno dei tuoi ultimi set, ‘Til my spaceship takes of, ha raggiunto un livello di gradimento altissimo. Gli scatti ricordano molto le riviste patinate di moda e l’effetto finale è tutt’altro che amatoriale, raramente rintracciabile su altri blog. Ti senti pronta al grande salto, trasformando questa passione in un vero e proprio lavoro? Studi lettere, ti piacerebbe diventare una giornalista di moda a tutti gli effetti?

Per ora non mi faccio grandi illusioni, perché questo successo momentaneo potrebbe essere anche una meteora, e quindi mi sto impegnando a concludere il mio percorso universitario. Certo, il massimo sarebbe riuscire a conciliare gli studi con questa mia passione, intraprendendo la direzione del giornalismo di moda. Tuttavia si tratta di un ambito molto difficile e, perciò, preferisco procedere passo dopo passo e non illudermi.

Infine, alcuni consigli per le nostre lettrici: quali sono i tuoi stilisti preferiti e cosa non può mancare nell’armadio di tutte le appassionate di moda? Esiste un abito o un prodotto utilizzabile in qualsiasi occasione?

I miei stilisti preferiti sono Rick Owens e Cristophe Decarnin, lo stilista di Balmain. Per questa estate posso consigliare le tinte pastello, quindi il rosa antico, il celeste e le fantasie floreali. Ma anche look più tribali, con colori che rimandino allo stile militare come il verde e il beige. In tema di calzature, consiglio gli zoccoli, sandali con plateau e zeppe open toe.

Non c’è un prodotto sempre utilizzabile: ognuno deve essere in grado di reinterpretare a proprio modo le tendenze del momento. L’unica cosa che funziona sempre è saper sfruttare il proprio gusto personale, non facendosi trascinare dai trend ma rielaborandoli secondo il proprio sentire.