Lizzie Velasquez, definita la donna più brutta del mondo, ha avuto il coraggio di mostrarsi sul grande schermo senza imbarazzo. La ragazza ha 27 anni ed è affetta dalla sindrome di Marfan, una patologia genetica rara che colpisce il tessuto connettivo e blocca l’aumento di peso. Lizzie è alta 1,57 centimetri e pesa solo 27 chili e, per questo suo aspetto, è stata spesso vittima di bullismo.

A 17 anni la ragazza ha scoperto che, a sua insaputa, era stato caricato su Youtube un suo video dove era etichettata come la donna più brutta del mondo. Quattro milioni di visualizzazioni per quelle immagini denigratorie, con annessi commenti offensivi in cui gli utenti web le consigliavano, addirittura, di mettere fine alla sua vita pur di non continuare a sopportare quell’aspetto tremendo. Lizzie finalmente ha voluto riscattarsi, girando un film documentario da protagonista. “A Brave Heart: The Lizzie Velasquez Story” dura 78 minuti ed è stato presentato al Southwest Film Festival di Austin, in Texas: si tratta di un vero e proprio manifesto contro il bullismo, dove vengono descritti i cambiamenti fisici e l’impatto psicologico che la trasformazione del corpo ha avuto sulla ragazza. Un atto di grande coraggio quello di Lizzie, che si scaglia apertamente contro chi l’ha denigrata:

“Mi hanno chiamato mostro e mi hanno chiesto per quale motivo i miei genitori non abbiano abortito, come posso perdonare le persone che mi hanno consigliato di uccidermi?”.

Il suo film deve essere quindi un esempio per tutti coloro che sono stati vittime del bullismo come lei, così come racconta Sara Hirsh Bordo, la regista del documentario:

“Lizzie ha scelto di non mollare, ma di prosperare come autore e come attivista”.