È un debutto tribolato quello di Angelina Jolie sulla sedia da regista. La troupe del suo film, per il quale ancora non è stato confermato un titolo, si è vista costretta a spostare il set delle riprese a causa di veementi proteste da parte di alcune associazioni locali, che hanno puntato il dito contro l’attrice per una presunta scena di stupro ai danni di una donna bosniaca.

La sceneggiatura, ambientata nel sanguinoso conflitto dei Balcani risalente agli anni ’90, narrerebbe la storia d’amore di un uomo serbo e di una donna bosniaca musulmana, travagliata dalle vicende che hanno tragicamente coinvolto i territori dell’ex Jugoslavia. I due, stando a quanto finora trapelato, verrebbero divisi all’inizio della guerra, per ritrovarsi poi uno nei panni di una guardia e l’altra prigioniera in un campo di detenzione.

Tornando alla polemica esplosa intorno al film, pare che a finire sotto accusa sia stato un passaggio del copione dove verrebbe rappresentato l’abuso citato poc’anzi, colpevole di falsificare la realtà storica dei fatti. Angelina Jolie e l’intera produzione hanno dapprima replicato smentendo categoricamente l’intenzione di filmare la sequenza incriminata, vedendosi poi costretti a spostare in Ungheria le riprese già programmate in dodici diverse location bosniache.