La tecnologia fa progressi così anche il fitness si rinnova e si modernizza. Dite pure addio al jogging sui terreni scoscesi e le strade sporche, allo sgradevole odore delle palestre o al semplice dover uscire di casa in pieno inverno per mantenersi in forma e allenarsi, poiché questa è l’epoca del fitness virtuale, della ginnastica fatta in casa davanti a una console.

Promotori del fitness virtuale sono i grandi marchi come Nintendo con la Wii e Xbox con il Kinect. Per quanto riguarda la Wii, ciò che consente di fare ginnastica in casa è la Balance Board, una pedana dotata di sensori di movimento che permettono di interagire con lo schermo e che registra addirittura il peso. Il Kinect funziona più o meno come la Wii. È un supplemento a parte da collegare all’Xbox, dotato di un sensore incorporato per rilveare i movimenti senza l’utilizzo di una pedana come nella Wii.

Insomma, fare ginnastica giocando e divertendosi, ma quanto è utile e salutare tutto ciò? È davvero giusto rinunciare a uscire per mantenersi in forma e chiudersi in casa davanti a una console? Stefano Carlini, che fa parte della Federazione italiana fitness, esprime il suo parere a tal proposito:

«Il videogioco mostra come fare, ma non può verificare la postura e il modo in cui ci si muove. E poi spesso ci si concentra solo su determinati esercizi, tralasciandone altri che sono altrettanto fondamentali. L’attività fisica risulta quindi sbilanciata.»

Meglio prestare attenzione e dedicarsi ogni tanto anche al tradizionale fitness all’aria aperta oltre che a quello virtuale. Un altro beneficio importante però questi giochi virtuali lo hanno. Difatti, per una persona anziana, fare attività fisica è quasi un’utopia e farla all’aria aperta lo è anche di più. Il fitness virtuale invece è la soluzione più adatta, stimola la mente e il corpo e non ha bisogno di sforzi enormi. Come riporta la rivista “American Journal of Preventive Medicine”:

«Per gli anziani la realtà virtuale e l’esercizio interattivo potenziato, hanno dato maggiori benefici cognitivi e una maggiore protezione contro il decadimento cognitivo lieve (MCI), rispetto ai programmi analoghi di esercizio tradizionale.»