Il 2 novembre 2012 sull’inserto Sette del Corriere della Sera è stato pubblicato un articolo a firma di Massimo Mucchetti intitolato “Pochi affari con la demagogia verde”.

L’articolo, oltre a citare il Presidente ANIE/GIFI Valerio Natalizia e l’azienda da lui rappresentata, affronta la questione fotovoltaico ed incentivi in maniera, secondo ANIE/GIFI, volutamente strumentale a sfavore di tutto il settore fotovoltaico. Noi, super partes e per dovere di cronaca, riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di risposta del Presidente ANIE/GIFI Valerio Natalizia in risposta all’articolo in oggetto, a chiarimento dei dibattiti in corso sul settore fotovoltaico.

Egr. Dott. Mucchetti,

ho letto il suo articolo pubblicato su “Sette” in merito al settore fotovoltaico. Le dico la verità, ho riflettuto molto sull’opportunità di risponderle anche perché dalla sua posizione privilegiata avrà sempre l’ultima parola. Lo ha già fatto con me e con altri in passato. Tuttavia, avendo citato direttamente me e l’azienda di cui faccio parte non posso esimermi dal risponderle.

Mi sono sempre domandato se i suoi articoli fossero volutamente e strumentalmente negativi in merito al fotovoltaico o se fossero solo dovuti alla sua scarsa conoscenza del settore. Ancora oggi non so darmi una risposta definitiva ma sinceramente vedendo l’uscita ad “orologeria” dei suoi articoli nei periodi in cui si parla di energia (attualmente si discute della Strategia Energetica Nazionale) credo più nella prima ipotesi.

Io credo che, come presidente di un’associazione di categoria, ho il diritto di sollecitare una risposta istituzionale ai problemi del nostro settore. Nessuno vuole utilizzare i dipendenti come scudi umani, come erroneamente pensa lei, ma è mio dovere mettere in guardia le istituzioni sul rischio che migliaia di persone possano perdere il proprio lavoro. Saranno decine di migliaia mi creda. Se vuole posso accompagnarla a visitarne alcune di queste che hanno già iniziato i tagli. Lo sviluppo del nostro settore, infatti, ha permesso a molte PMI di esplorare nuovi sbocchi tecnologici, riconvertendo in alcuni casi la propria produzione, dando vita, in altri casi, a nuove aziende specializzate. Quindi non faccia l’errore di considerare questi numeri come non veri!

Quando parla di tecnologia ancora inefficiente accusando il governo di aver finanziato una produzione inefficiente di energia con un costo enorme lei fa un errore non considerando che gli incentivi rappresentano un mezzo e non un fine. Il costo di un impianto fotovoltaico oggi è circa un quinto rispetto al costo dello stesso impianto realizzato solo qualche anno fa. La tecnologia è sicura, affidabile e pulita!

Con questo non voglio dire che nel nostro settore non ci siano stati errori nel recente passato. Siamo anche consapevoli che alcuni di essi si sarebbero potuti evitare ascoltando le nostre proposte. Noi abbiamo, ad esempio, sempre voluto l’abbassamento delle tariffe incentivanti ed in alcuni casi abbiamo chiesto valori più bassi di quelli approvati nei decreti. Abbiamo proposto il metodo che legava il valore degli incentivi alla velocità di installazione in maniera tale da controllare meglio eventuali eccessi. Qualcuno lo ha ritenuto troppo complicato. Non è stato invece complicato approvare il famigerato decreto “Salva Alcoa” che ha creato per il nostro settore i problemi che tutti conosciamo.

Mi fermo qui perché non vorrei fare il suo stesso errore: parlare in maniera negativa del recente passato, rimpiangere scelte non fatte e delegittimare una tecnologia assolutamente affidabile e sicura, senza pensare al futuro. Purtroppo è un errore ricorrente nel nostro paese: ci si lamenta ma non si propone una soluzione ai problemi! Proprio il futuro che vorremmo disegnare per le nostre aziende proponendo come abbiamo fatto delle soluzioni alternative agli incentivi in “Conto Energia”. Potrebbero esserci ancora grandi opportunità per le aziende italiane se solo fossimo abbastanza maturi da affrontare il discorso nella maniera corretta. Forse, però, questo dà fastidio a qualcuno … Quale è l’alternativa? Facciamo morire un intero settore mandando all’aria i miliardi di investimenti ed incentivi spesi negli ultimi anni e nei prossimi?

Mi piacerebbe un giorno leggere un suo articolo all’interno del quale si spronino le istituzioni e la politica ad avere un atteggiamento lungimirante. Ad esempio, attraverso l’adeguamento delle infrastrutture di rete e l’ammodernamento dei sistemi di gestione di rete (smart grid) troppo spesso annunciato e mai realizzato. In questo modo non solo potremmo sfruttare meglio l’energia rinnovabile a disposizione ma potremmo anche diminuire il costo delle bollette degli italiani.

Abbiamo le tecnologie necessarie per le smart grid e potremmo utilizzarle per acquisire un vantaggio competitivo nei confronti degli altri paesi europei che hanno le stesse nostre esigenze. Potremmo cercare di supportare il processo di interconnessione elettrica con gli altri paesi europei per poter essere esportatori di energia e non solo importatori. Potremmo investire in ricerca e sviluppo per le tecnologie sull’accumulo. Potremmo cercare di studiare processi per la semplificazione delle procedure autorizzative che aumentano i costi delle installazioni. In Italia abbiamo una burocrazia che ci paralizza! Perché non parla di questo quando parla di fotovoltaico?

Possiamo e dobbiamo sfruttare una delle poche risorse, peraltro pulita, che abbiamo in maniera diffusa nel nostro paese: il Sole! Il fotovoltaico genera e continuerà a generare vantaggi di natura economica, occupazionale, ambientale senza considerare i benefici indiretti sulla salute delle persone ed i conseguenti risparmi per il sistema sanitario nazionale. Non parlerei quindi, come lei ha fatto, di demagogia verde che ha imposto i propri affari ma parlerei piuttosto di demagogia nera (la sua) che non vuole il cambiamento!

Mi dispiace per lei ma le fonti rinnovabili e tra queste il fotovoltaico andranno avanti nonostante la sua posizione contraria. È un processo irreversibile che ha portato tanti giovani e tante donne a trovare occupazione in un settore che si svilupperà ancora. Sono persone non scudi umani!

Cordiali saluti

Valerio Natalizia

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