Una discussione sul futuro del cinema ha visto protagonisti tre dei più ammirati e validi registi di Hollywood, ovvero Baz Luhrmann e i colleghi Michael Mann e Oliver Stone.

Tutti e tre in grado di segnare la storia di questa arte con i loro lavori, si ritrovano oggi con un mondo che sta velocemente cambiando dal punto di vista tecnologico, con novità come l’alta definizione e il 3D che potrebbero anche influenzare non soltanto la rappresentazione delle storie, ma anche il modo di raccontarle.

Se per Oliver Stone è deprimente constatare come l’evoluzione tecnologica possa quasi “isolare” quanti non riescono a stare al passo con i tempi, per Michael Mann l’avvento dell’alta definizione, resa diffusa in tutti i salotti degli appassionati grazie al Blu-Ray, sembra una vera e propria gioia.

In particolare, questo aspetto sembra mettere d’accordo i tre registi, tutti concordi nel sottolineare la bellezza di un film in alta definizione, con la conseguenza non certo positiva, come fa notare Baz Luhrmann, che lavorare su contenuti distribuiti in HD potrebbe far scoprire le carte riguardo ai trucchi di scena usati dai registi. In altre parole, la ricchezza di dettagli potrebbe risultare dannosa portando all’occhio degli spettatori alcuni accorgimenti utilizzati per la realizzazione delle scene.

Interesse è stato invece mostrato verso il 3D, amato da una parte del pubblico e della critica ma osteggiato da altri. Per i tre registi la tecnologia in questione desta più che altro curiosità, cercando di capire fin dove la sua applicazione potrà portare.

A tal proposito si è espresso Mann, che ha auspicato l’impiego del 3D anche nei film drammatici o comunque in quelli dove la parte preponderante viene svolta dal dialogo più che dall’azione vera e propria, andando quindi un po’ in controtendenza con quanto fatto fino ad oggi, quando la major hanno preferito concentrare i propri sforzi applicando il 3D quasi esclusivamente ai film d’azione.