Dopo una lunga attesa, arriva oggi nei cinema “Il gatto con gli stivali 3D”, amatissimo personaggio tra i protagonisti della saga di Shrek che diventa il protagonista dello spin-off della DreamWorks promettendo di strappare risate a grandi e piccini. Diretto da Chris Miller e con uno stampo che si rifà al mondo del cinema di cappa e spada, il gatto più famoso degli ultimi anni si lancia in una nuovissima avventura insieme a due amici ancora sconosciuti: l’uovo Humpy Dumpty e la sensuale Kitty.

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Per l’occasione, Antonio Banderas rispolvera il suo italiano doppiando il personaggio dai lunghi artigli e dagli occhioni dolci, accompagnato nella versione originale dall’attrice feticcio di Robert Rodriguez Salma Hayek, nel ruolo di Kitty e dal protagonista dei due capitoli di “Una notte da leoni” Zach Galifianakis; fondamentali anche Bill Bob Thornton e Amy Sedaris nei panni dei due banditi Jack e Jill. Nella versione italiana, i ruoli vengono ripresi rispettivamente dai doppiatori Francesca Guadagno e Alessandro Quarta, insieme a Rodolfo Bianchi e Laura Boccanera.

Prima di conoscere Shrek, al soldo del padre della principessa Fiona per ucciderlo con le sue doti da spadaccino, il Gatto con gli stivali era un povero micio ospite di un orfanotrofio. Insieme al suo amico uovo Humpty Dumpty, passa l’infanzia sognando di trovare i tre fagioli magici, indispensabili per raggiungere l’oca dalle uova d’oro. Ormai adulto e diventato un temuto fuorilegge, incontra Kitty, gatta randagia dalle grandi doti nell’armeggiare le spade, inviata da Humpty Dumpty per riavvicinare a sé l’ex amico. Comincia così l’avventura dei tre, alla ricerca del prezioso bottino ora nelle mani dei due spietati banditi Jack e Jill.

Supportato da una computer grafica da urlo e da un 3D curatissimo, “Il Gatto con gli stivali” apre una nuova strada alla storia dell’orco verde, sensibilmente affaticata nell’ultimo capitolo; sebbene lontana dalle battute argute e dissacranti di cui è stato protagonista in passato, si tuffa in un’avventura che non ha nulla da invidiare ai grandi classici pieni zeppi di rocamboleschi duelli all’ultimo colpo.

Fortemente caratterizzati dagli interpreti che hanno prestato la voce e buona parte della loro personalità, i personaggi del film d’animazione più atteso di questo Natale vengono sapientemente disegnati in uno sfondo ricreato a hoc, tra i paesaggi da sogno e gli scorci pittoreschi della Spagna e dal Messico dello scorso secolo, quasi fossero usciti da un western d’altri tempi. C’è un’enorme cura dei dettagli che non lascia mai pensare a un prodotto destinato a esclusivo uso e consumo del pubblico più giovane, ma un vero e proprio lavoro di cesello adeguato per un film capace d’incantare gli adulti e accaparrarsi le grazie delle donzelle più sensibili al fascino del gatto più sornione del grande schermo.

Se però del Gatto emerge una personalità forte e interessante, a pagarne le conseguenze sono gli altri due comprimari Kitty e Humpty Dumpty che, a parte alcuni flashback esplicativi, non riescono a emergere come dovrebbero. Non mancano poi le scene cult, come l’incontro tra i due felini a suon di chitarre, uno dei momenti più divertenti in assoluto dell’intera pellicola, o l’arrivo del micione nella taverna, mentre lappa con nonchalanche il suo bicchiere di latte tra bevitori e poco di buono.

Dal finale piuttosto aperto, ipotecando già la possibilità di un secondo capitolo, “Il gatto con gli stivali” mette di prepotenza lo zampino sulla classifica dei film più visti del {#Natale 2011}, promettendo di non lasciare insoddisfatti i suoi spettatori che, di sicuro, apprezzeranno le avventure del felino spadaccino.