Stranieri, sì o no? È probabilmente la più grande domanda che aleggia nel clima denso della campagna elettorale per il comune di Milano, dove si fronteggeranno nei prossimi giorni Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Quello che sta passando è che la Moratti, o più che altro i suoi sostenitori, sembrano non gradire le aperture agli immigrati mostrati dall’avversario.

E così tra spot leghisti anti-extracomunitari e provocazioni alla candidata Moratti, che sta comunque cercando di riparare da questo punto di vista l’incrinatura della sua immagine, la campagna elettorale va avanti senza esclusione di colpi e soprattutto si avvale di manovalanze di base preparate a tutto.

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E allora nel gazebo-comitato elettorale della Moratti spunta un neonazista. Da cosa lo si può riconoscere? Dal fatto che sul braccio ha un eloquente tatuaggio con una croce celtica e indossa una maglietta che inneggia a una filosofia molto vicina a quella nazifascista.

Comprendiamo che probabilmente non sia la Moratti a scegliere sin dalla base chi deve lavorare per lei, ma forse un po’ più di cura nella scelta dei collaboratori l’avrebbe potuta avere, almeno a questo punto della campagna elettorale. Perché questa presenza nel suo gazebo è come se rincarasse la dose, rispetto a tutto ciò che in questi giorni lei e i suoi sostenitori hanno detto contro gli immigrati.