Il Governo non si ferma, il ponte sullo Stretto di Messina si farà.

Questo è quanto affermato nelle scorse ore dal ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, che ne ha sostenuto la priorità per lo sviluppo dei trasporti in Italia. Evidente il contrasto con la decisione della Commissione Europea, che al contrario ha “declassato” l’opera tra le “non prioritarie” e quindi non meritevoli di fondi.

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Altri importanti progetti legati al settore dei collegamenti sia nel mezzogiorno che nel resto d’Italia sono stati invece approvati dall’UE, come il potenziamento della rete ferroviaria tra Napoli e Bari, Napoli e Reggio Calabria, Palermo e Messina o anche il corridoio tra i Balcani e l’Adriatico (di cui beneficeranno Ravenna, Trieste, Udine e Venezia).

Il ministro Matteoli è però sicuro di poter reperire i fondi necessari alla costruzione senza l’intervento UE, ricorrendo esclusivamente ai finanziamenti privati:

«Il Ponte sullo Stretto di Messina verrà realizzato a prescindere dall’eventuale finanziamento della UE, in quanto le risorse per il manufatto saranno reperite sul mercato, come previsto dal piano finanziario allegato al progetto definitivo. Il Ponte per il governo resta una priorità essenziale per lo sviluppo del sistema dei trasporti dell’Italia».

Tutt’altro avviso per i comitati “No Ponte”, contrari alla realizzazione dell’opera e certi che questa dell’Unione Europea rappresenti la bocciatura definitiva del progetto:

«La decisione della Commissione Europea, insieme ai contenuti dei recenti decreti finanziari ed alla bozza del “decreto sviluppo” in discussione, di fatto mettono la parola fine alla pantomima del ponte».

Parere negativo espresso anche da Alberto Ziparo e Guido Signorino, dell’Università di Messina, impegnati nel gruppo di coordinamento degli studi sugli impatti del Ponte sullo Stretto. Entrambi sottolineano i molti fattori che giocano un ruolo importante a sfavore del ponte:

«I problemi economico finanziari del progetto, oggi stimato in circa 9 miliardi di euro e per cui si sono spesi già svariate centinaia di milioni, senza neppure avere un elaborato esecutivo, si sommano agli enormi perduranti problemi tecnici e ambientali».

Fonte: La Repubblica