Il Grande Dittatore” non è una parabola conclusa ma sempre aperta. Sono state infatti ritrovate delle note di regia di Charlie Chaplin indirizzate all’allora moglie e attrice nel film Paulette Goddard.

Si tratta di tre copie uniche scritte a macchina con cui Chaplin spiegava che il realismo era solo un mezzo, ma il fine era la poesia.

Galleria di immagini: Il grande dittatore

Il ritrovamento è avvenuto presso la Cineteca di Bologna e lo scritto sarà presentato martedì al cinema Lumière per il festival “Il Cinema Ritrovato“. Sono sempre molto interessanti i tasselli che aggiungiamo alla conoscenza di questi vecchi film, che hanno fatto la storia del cinema ma sono sempre attualissimi.

“Il Grande Dittatore” si presenta come una pellicola di un’assoluta poesia, in cui un barbiere ebreo si ritrova di fronte a un cambio brusco nella sua nazione, la Tomania, governata dal perfido dittatore Hinkel. La smania di Hinkel di conquistare il mondo porterà orrore e distruzione, ma alla fine il barbiere, travestitosi da dittatore, riuscirà ad affermare che la vita è una grande avventura e ognuno di noi deve essere libero e uguale agli altri.

Qui Chaplin conserva una poesia che è nelle immagini, come nella scena in cui Hinkel gioca con il mappamondo come fosse un pallone, ma anche nella parole, come lo straordinario discorso all’umanità che il barbiere fa in chiusura della pellicola.