Il latte in polvere è un derivato del latte vaccino e viene spesso utilizzato dalle neomamme con problemi di allattamento e non solo.

A quanto pare, però, questo alimento artificiale apporta una quantità davvero eccessiva di calorie per il neonato. A rivelarlo sono i risultati di una ricerca condotta dall’Helmholtz Zentrum München in collaborazione con l’INRAN – Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, pubblicata da La Stampa.

Dopo aver analizzato 22 diverse varianti di latte in polvere tra cui prodotti vaccini, ipoallergenici e di soia, liquidi e in polvere, è emerso che un neonato potrebbe arrivare ad assumere ogni giorno fino al 24% di calorie in più rispetto alle raccomandazioni nutrizionali.

La colpa di questo eccesso di calorie potrebbe essere dovuta alle dosi indicate nelle etichette, ai misurini troppo capienti o alla voglia di vedere il nostro bambino crescere più in fretta. Fatto sta che è bene prestare attenzione alla quantità che facciamo assumere al nostro bebé per garantirgli una corretta alimentazione, soprattutto perché avendone una che sia sbilanciata, si moltiplicano i pericoli di soffrire di disturbi alimentari in età adulta.

Raffaela Piccinelli, nutrizionista dell’INRAN, spiega:

“Nello studiare le etichette delle formule lattee per i primi 4 mesi, si è visto che i misurini e le indicazioni riportate in etichetta potevano portare ad assunzioni eccessive di calorie. Per ovviare tale situazione si suggerisce di aggiungere in etichetta il consiglio di verificare almeno una volta, per pesata, che l’insieme dei misurini utilizzati corrisponda effettivamente alla quantità di formula lattea prescritta dal pediatra. Inoltre, nelle istruzioni dovrebbe sempre essere indicato che il misurino va riempito “raso” e non “pigiato”, come alcuni familiari e/o assistenti inesperti fanno nell’intenzione di nutrire meglio il bambino”.