Anche se negli ultimi anni la donna ha aumentato il suo impegno nel mondo professionale, la divisione delle attività domestiche non si è evoluta di pari passo, rimanendo spesso sulle spalle del gentil sesso, che ha così maggior difficoltà a conciliare lavoro e famiglia. Ad affermarlo è addirittura uno studio dell’Ocse che ha cercato di quantificare il tempo passato davanti ai fornelli, al ferro da stiro o alla cura dei figli.

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Il primo dato è che le donne lavorano in media 21 minuti al giorno in più degli uomini. Attenzione, però: in questo arco di tempo sono comprese sia le ore dedicate alle attività retribuite sia quelle riservate agli impegni domestici, quindi non pagati. Se nelle prime i più stakanovisti sono gli uomini (5 ore al giorno contro 4), nelle seconde “conducono” le donne 4 ore contro 2,7.

Naturalmente le differenze variano da Paese a Paese: in Norvegia, Olanda e Nuova Zelanda i maschietti sono più “bravi” e sgobbano un numero maggiore di ore rispetto alle loro mogli o fidanzate (a prescindere se l’attività sia quella da ufficio o da fornelli). In Portogallo e India, invece, vige ancora una sorta di “maschilismo” più spinto visto che la situazione si ribalta decisamente.

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I ricercatori Ocse hanno commentato i risultati sostenendo che il gentil sesso preferisce di più lavorare tra le mura domestiche rispetto ai loro partner: mentre il 60% delle madri effettua o effettuerebbe un lavoro part-time, tra gli uomini questa percentuale scende al 12%.

«Uomini e donne devono trovare il giusto equilibrio tra attività lavorativa e vita privata, a prescindere dalle entrate familiari e dallo stato sociale. Il condividere le responsabilità dei figli può essere difficile in una cultura dove i padri sono considerati di poco spessore professionale se chiedono il congedo parentale e le madri sono messe in secondo piano nelle possibilità di carriera» sostengono i ricercatori Ocse.»

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Ma uno studio dell’Università di Cambridge sembra pensarla in modo leggermente diverso: gli uomini hanno dimostrato un grado di soddisfazione e di felicità maggiore quando riescono a dare un uguale contributo alle attività domestiche. I ricercatori britannici prevedevano tutto un altro scenario, con i mariti che si sentivano poco realizzati e in conflitto con le mogli quando dedicavano tempo maggiore ai lavori di casa. Paradossalmente, l’elisir per un matrimonio felice potrebbe essere quello di coinvolgere gli uomini nella gestione dei figli, nella cucina e negli altri impegni casalinghi di ogni giorno.

Fonte: Desert News