La carenza di posti di lavoro si fa sentire indipendentemente dalla regione geografica, ma c’è una zona dell’Italia che si caratterizza per una sensibile crescita dell’occupazione femminile nel secondo trimestre del 2011: la Puglia.

Donne e lavoro sembrano quindi rappresentare un binomio abbastanza attivo nel tacco d’Italia, dove a livello regionale la disoccupazione femminile si è portata da una percentuale del 18 per cento, relativa ai primi sei mesi del 2011, fino al 14 per cento. Questo secondo i dati espressi dall’Osservatorio Regionale sull’Occupazione Femminile.

C’è tuttavia da sottolineare una flessione negativa per quanto concerne il numero di donne che usufruiscono del periodo di astensione dal lavoro per maternità: nello stesso lasso di tempo, infatti, la percentuale di mamme che decidono di dare le dimissioni dopo la nascita di un figlio è cresciuta del 27,3 per cento.

L’assessore regionale al Lavoro Elena Gentile, che ha presentato il rapporto, ha evidenziato come l’indagine abbia preso in esame le imprese con più di cento dipendenti e ha sottolineato come, nonostante nel Nord Italia l’occupazione rosa sia attualmente in calo, nelle regioni del Mezzogiorno la situazione sembra essere meno drammatica.

A che cosa è dovuta questa disparità? Secondo la consigliera di parità Serenella Molendini le motivazioni sono due: le donne pugliesi che lavorano hanno mantenuto un impiego stabile dal 2004, e la maggior parte è riuscita a ottenere un contratto part-time.

«In Puglia c’è uno zoccolo duro di donne occupate che dal 2004 a oggi si aggira tra il 28 e il 30%, nelle medio-grandi aziende che hanno risposto al nostro questionario siamo a quota 31%, lì dove i quadri e i dirigenti sono però solo l’1%. E in più sappiamo da questi rapporti che il part-time è donna.»

Un ultimo punto a favore della politica regionale dedicata al lavoro rosa: è stato avviato un Piano locale che prevede numerose iniziative a favore dell’occupazione femminile, soprattutto finalizzate a conciliare i tempi di lavoro e famiglia, ad esempio consentendo alle madri di prolungare il congedo per maternità senza mettere a rischio il posto.

Fonte: Consigliera di parità Puglia