“Il lavoro nobilita l’uomo, e lo rende libero.”

Come poter dare torto a Darwin? Ma il famosissimo studioso della teoria della specie direbbe la stessa cosa a distanza di oltre un secolo e mezzo, quando lavoro significa anche stress, mobbing e ansia?

È stato presentato stamattina, in occasione della XI Giornata nazionale di informazione sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro, il rapporto Ispels secondo cui a soffrire di disturbi psichici legati al lavoro sono circa quattro milioni di persone, di età compresa tra i 35 e i 44 anni.

Senso di inadeguatezza, ansia, attacchi di panico e depressione: queste le patologie che di solito nascono dalla paura di non sentirsi all’altezza dell’incarico svolto, di non riuscire a sopportare ritmi sempre più sostenuti, di essere sottovalutati.

Ma le paure da dove provengono? La precarietà è senza dubbio uno dei motivi di malessere più frequenti. Ad essa si aggiunge il mobbing di colleghi, l’irriconoscenza del datore di lavoro, la necessità di doversi adeguare a situazioni o mansioni diverse da quelle sperate, magari sudate con studi e preparazioni, ma necessarie per poter mettere in tasca due lire.

A soffrirne di più sono ovviamente le donne, perché più esposte degli uomini a soprusi o prepotenze sui luoghi di lavoro, ma anche a discriminazioni sessuali. In generale, sono 10 milioni le persone che percepiscono il proprio lavoro come fonte di rischio per la propria salute, la maggior parte per quella fisica, la minor parte per quella mentale. Oltre due milioni inoltre sono le persone che vedono nel lavoro la causa dei propri problemi di salute. Questo scaturisce quindi l’assenteismo frequente in tutta Europa che, in termini economici, ha un costo che va oltre i 20 miliardi di euro.

Le tematiche affrontate nell’iniziativa della promozione della salute sui luoghi di lavoro mirano quindi a creare una sinergia tra lavoratori e datori di lavoro, attraverso la maggiore consapevolezza del valore dei lavoratori, il miglioramento organizzativo e il conseguente benessere sui luoghi di lavoro, la diffusione di buone pratiche al lavoro e stili di vita sani.

Speriamo soltanto che possa essere di insegnamento a molti.