Un curriculum vitae aggiornato e completo, un abbigliamento sobrio e curato che faccia subito buona impressione, una buona dose di grinta e ottimismo, che non guasta mai. Arrivati al fatidico giorno del colloquio di lavoro, tuttavia, tutte queste cose potrebbero non essere sufficienti per ottenere il posto, e il rischio di fare la mossa sbagliata è sempre in agguato.

Si, perché in questo caso parliamo proprio di mosse, movimenti del corpo, anche involontari, che spesso sono fondamentali per ottenere una marcia in più e fare colpo sull’interlocutore, soprattutto se si ha a che fare con una posizione aperta a tanti candidati.

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Anche il linguaggio del corpo è fondamentale durante un colloquio con un potenziale datore di lavoro, al quale probabilmente non sfuggiranno gesti insoliti o tentennamenti indicati, ad esempio, dalla posizione delle mani o dall’eccessivo gesticolare.

Partendo dall’inizio, quindi dal primo incontro con il direttore del personale, la stretta di mano è già un biglietto da visita importante. Deve essere vigorosa, senza dubbio, ma questo non basta. Facendo attenzione che la mano sia calda e non sudata, meglio attendere che sia l’interlocutore a porgere il braccio per primo, e solo successivamente allungare la mano rigorosamente con il palmo rivolto verso l’alto, in caso contrario si potrebbe essere considerati come potenzialmente aggressivi.

Per quanto concerne la postura, è consigliabile spostarsi con lentezza senza fare movimenti troppo bruschi, mantenendo la schiena dritta e le spalle aperte. Per le donne non è indicato accavallare le gambe, mentre per gli uomini è vitatissimo tenere le gambe troppo larghe o, peggio, posare la caviglia sopra il ginocchio opposto.

Meglio non gesticolare troppo agitando mani e braccia, atteggiamento che rischierebbe di distrarre l’altra persona e mettere in evidenza uno stato di ansia, del tutto normale ma controproducente ai fini del colloquio. Evitare, inoltre, di passarsi le mani tra i capelli, oppure di toccarsi nervosamente il naso o il viso. Anche sfregasi il collo con la mano potrebbe essere interpretato come indice di nervosismo e insicurezza.

Fondamentale è anche mantenere il contatto visivo con l’esaminatore, espediente che aiuta anche a mantenere la concentrazione e a sollecitare una continua attenzione da parte sua. Per quanto concerne la mimica facciale, il sorriso deve essere naturale e mai forzato, in modo tale da sottolineare entusiasmo e atteggiamento amichevole. Evitare assolutamente di tenere le labbra serrate, di aggrottare la fronte o rivolgere lo sguardo altrove.

Un ultimo consiglio. Mai annuire in modo continuo mentre l’interlocutore parla, atteggiamento che non indica assenso ma bensì lascia trasparire una certa impazienza nel voler aggiungere qualcosa alla conversazione.