Il bambù, già impiegato come materiale da costruzione in vari ambiti, è una pianta molto versatile che per le sue qualità elastiche e termiche ha prodotto un interessante business alternativo, quello delle biciclette.

Il progetto risale al 2007, quando il Dr. David Ho, con la collaborazione di un gruppo di specialisti del settore, designer e ingegneri, ha portato avanti un’idea che fonde innovazione e sostenibilità: la creazione di una bicicletta in bambù.

Grazie ai finanziamenti dell’Earth Institute della Columbia University, questo prototipo di bicicletta si è gradualmente trasformato in un copioso giro d’affari, le biciclette in bambù per l’appunto, che dopo essere state testate in Ghana (la patria di questa pianta, dove le condizioni climatiche tropicali consentono la crescita rapida di un fusto di bambù anche di un metro al giorno), sono state introdotte sul mercato americano.

La risposta positiva ha stimolato uno dei designer, Craig Calfee, a focalizzare l’attenzione sulla produzione del bambù, che al momento sta sperimentando col fine di modificare la pianta alla radice, e non è solo un gioco di parole, visto che la pianta, che di solito nasce dritta, potrebbe essere orientata in modo diverso per sviluppare già durante la crescita una forma diversa da quella standard, agevolando la costruzione del telaio delle bici.

Il telaio in bambù ha dei grandi vantaggi: alleggerisce l’intera bici, assorbe le vibrazioni molto meglio del carbonio, è resistente, tanto da assicurare un’affidabilità di dieci anni, è sostenibile e costa dai 1500 ai 2000 euro a seconda del modello, un prezzo che non si discosta assolutamente da quello di una normale bicicletta in carbonio, il che ne fa una validissima alternativa.