Ho sempre sostenuto che il maschilismo tradizionale italiano sia in gran parte dovuto proprio alla mentalità femminile: le principali maschiliste siamo noi, facciamocene una ragione. Qualcuna mi dirà che lo sa e che ne va fiera, qualcuna fingerà di storcere il naso, altre negheranno con veemenza; eppure, nonostante i dovuti distinguo, la verità è che siamo noi donne le prime ad accettare e a perpetrare un regime sempre uguale a se stesso, dove i ruoli si mantengono cristallizzati nel tempo.

Tempo fa, sostenendo la stessa tesi, ero convinta che un tale ragionamento appartenesse ancora alla nostra società, ma proprio delle generazioni precedenti; invece scopro con sgomento (e dal vivo!) che non è affatto così. Se da una parte infatti le giovani d’oggi sembrano desiderare ancora la proposta di matrimonio tradizionale, con tanto di richiesta ufficiale al papà della sposa, dall’altra ho sentito con le mie orecchie quarantenni inneggiare ancora ad una divisione dei ruoli antica quanto “mi nonna” (come direbbero incisivamente nella Capitale).

<< Tanto lo so che mio figlio si troverà una stupida che non saprà nemmeno mettere le mani in cucina! Perchè a lui piace tanto mangiare bene!>>

Questa la frase agghiacciante di fronte alla quale sono rimasta senza risposte, ma al contrario con tante domande. La prima: perchè devo sentirmi dare della stupida così, gratuitamente?!? La seconda: ma se al principino piace tanto mangiare bene, perchè non impara a cucinare da sè? E possibilmente anche “bene” così come sottolineato nella presupposizione di cui sopra??!

Un tempo avrei considerato una quarantenne una donna appartenente ad una non meglio definita generazione precedente; oggi, vedendo gli anta in (lento) avvicinamento, capisco che la differenza fra me e loro non esiste: la generazione è quella attuale, quella che sta crescendo le nuove, quelle destinate a comporre il futuro. E se il futuro continuerà ad essere così barbaramente uguale al passato, temo che non ci evolveremo mai.

Perchè le mamme sono le prime a non accettare un’equa divisione dei ruoli fra uomini e donne che una volta adulti decidano di stare insieme? Eppure in quanto donne dovrebbero educare i figli maschi al rispetto del genere femminile, rispetto che implica anche la sparizione di certi concetti come “donna schiava, zitta e lava”. O cucina, se preferite.

Non mi so rispondere. Ma, nel remotissimo caso in cui io mi riproduca, cercherò di ricordare che la società dovrebbe evolversi. E soprattutto che, basti pensare a Chef Rubio, sono gli uomini a cucinare meglio delle donne. Allora perchè non mettere loro ai fornelli di default?!? (Trattasi di battuta finale provocatoria; e davvero spero di aver avuto la sfortuna di imbattermi in qualche esemplare di donna maschilista ormai raro. Vi prego smentitemi!)

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