Gli abiti, gli accessori e i gioielli che hanno segnato l’inconfondibile atmosfera della Dolce Vita romana sono quanto propone di far rivivere Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968. La mostra organizzata dal Maxxi di Roma, il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, apre i battenti il prossimo 2 dicembre e sarà visitabile fino al 3 maggio 2015.

L’esibizione si propone di esplorare, attraverso il punto di vista privilegiato della moda, un periodo di straordinaria creatività culturale italiana, tanto ricco da regalare al Paese la possibilità di definire il suo stile a livello internazionale. La mostra è un vero e proprio viaggio nella Via Veneto animata dai divi del cinema e dello spettacolo che hanno caratterizzato le notti capitoline di quel periodo ma proporrà anche immagini provenienti da altre città come Torino, Milano, Firenze, Napoli e Venezia.

Le maison di moda presenti

Gli abiti da sera e da giorno esposti sono stati realizzati da grandi maestri come Maria Antonelli, Renato Balestra, Biki, Carosa, Roberto Capucci, Gigliola Curiel, Fendi, le Sorelle Fontana, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni, Germana Marucelli, Mingolini-Gugenheim, Fausto Sarli, Mila Schön, Emilio Schuberth, Simonetta e Fabiani, Valentino, Jole Veneziani. A farli rivivere, sarà una coreografia di manichini La Rosa, che ricostruirà una galassia di voci spesso caratterizzate da rapporti molto stretti con il mondo dell’arte e del cinema.

Fra i pezzi forti in mostra, tra l’altro, il celebre abito Pretino, creato per Ava Gardner dalle Sorelle Fontana nel 1955 e  ripreso poi da Anita Ekberg nella Dolce Vita di Fellini: ispirato alle vesti cardinalizie, sobrio e spiritoso nel contempo. Ma non solo: i visitatori potranno ammirare dal vivo anche uno degli scintillanti abiti di Mina disegnati da Fausto Sarli negli anni Sessanta e indossato in occasione del programma televisivo Studio Uno.

Gioielli, accessori e opere d’arte

Bulgari, main partner della mostra, metterà a disposizione le iconiche creazioni Serpenti in oro, con diamanti o smalti, e una collana degli anni Cinquanta in platino, rubino e diamanti per un totale di ben settanta carati.

Arricchiscono la mostra gli accessori di Ferragamo, Fragiacomo, Gucci, Roberta di Camerino e la bigiotteria di Coppola e Toppo mentre il percorso espositivo sarà impreziosito dalle fotografie di Pasquale De Antonis, Federico Garolla, Ugo Mulas, autori che attraverso le loro immagini hanno raccontato l’alta moda italiana e i suoi paesaggi.

Spazio anche all’arte prodotta nel periodo preso in considerazione dalla mostra: saranno esposti i lavori di LucioFontana, Alberto Burri, Paolo Scheggi, Massimo Campigli, Getulio Alviani, CarlaAccardi e Giuseppe Capogrossi, molti dei quali provenienti dalla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Galleria di immagini: Bellissima, L’Italia dell’alta moda 1945-1968

Il successo delle mostre di moda in Italia

La mostra che a breve partirà al Maxxi di Roma è solo l’ennesima di una lunga serie di eventi programmati in Italia, a dimostrazione di quanto il mondo della moda sia in grado di calamitare l’attenzione dei visitatori, di come sia strettamente connesso alle più svariate forme d’arte diventando arte esso stesso e di come sappia suscitare interesse e creatività. Prendendo in considerazione periodi piuttosto recenti, ad esempio, grande successo hanno ottenuto la mostra degli abiti da sposa di Roberto Capucci alla Reggina di Venaria Reale e successivamente, sempre alla Reggia, l’esposizione Alta Moda Grande Teatro, in cui sono stati esposti gli abiti di Armani, Balestra, Biagiotti, Fendi, Missoni e opere di collezioni private di Roger Salas, Raina Kabaivanska, Valentino Garavani, Fondazione Roberto Capucci, Maurizio Galante Archivio, Missoni Archive.

Nel 2014 hanno ottenuto i favori del pubblico anche le mostre di Aldo Fallai a Firenze Da Giorgio Armani al RinascimentoCoco Chanel: un nuovo ritratto dipinto da Marion Pike a Palazzo Morando, Milano e La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferre’ al Museo del tessuto di Prato.

(photo credit: BULGARI, Anita Ekberg in Chiamami Bwana di Douglas Gordon, 1962)