Meno rigide le banche nella concessione dei mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni nel secondo trimestre del 2012.

È quanto risulta dal Bollettino mensile di agosto 2012, nel quale la Bce ha reso noto che, rispetto al primo trimestre, è stata registrata una sia pur lieve flessibilità delle banche per la concessione di finanziamenti alle famiglie passando dal 17% al 13%. Secondo gli intervistati, il leggero ammorbidimento del netto rigore degli Istituti di Credito nel secondo trimestre si deve soprattutto al minore impatto delle prospettive economiche in generale e del mercato immobiliare in particolare.

Con il calo del rigore bancario nella concessione di mutui per l’acquisto della casa si è avuto di conseguenza un miglioramento dei termini e delle condizioni di prezzo dei finanziamenti. Secondo l’Abi le famiglie italiane sono finanziariamente solide e sostengono il peso dei mutui senza particolari problemi, al contrario di quanto si apprende da uno studio della Commissione sulla situazione occupazionale e sociale Ue di fine giugno condotto da alcuni organi di informazione.

L’analisi della Commissione non rispecchia chiaramente la situazione italiana, secondo l’Abi: le famiglie che hanno chiesto di sospendere il pagamento del mutuo con la moratoria a marzo 2012 sono circa 65mila, a fronte di 3,5 milioni di mutui. Inoltre, nel primo trimestre 2012 le difficoltà per quanto riguarda i prestiti si attestano sull’1,2%, quindi sono diminuite rispetto ai valori registrati nel 2011 e nel 2010.

La quota dei prestiti su cui sono state registrate difficoltà di rimborso si è attestata sul 2,3% e le migliorate modalità di erogazione del credito in Italia hanno consentito alle famiglie l’acquisto della casa. In particolare, per quanto concerne i mutui nel nostro Paese, il rapporto tra la rata e il reddito della famiglia è sempre stato fortemente equilibrato, secondo un recente giudizio della Banca d’Italia, così come è stato equilibrato il rapporto tra la somma mutuata e il valore dell’immobile. Proprio grazie a questo equilibrio si è evitata una bolla speculativa sulla proprietà immobiliare.