Secondo l’indagine condotta da Anama, il mercato immobiliare, per non fallire, va avanti attraverso i fidi bancari, le riserve di bilancio e il patrimonio immobiliare.

Infatti, il primo trimestre 2012 potrebbe definirsi allarmante. I segnali non sono certamente rosei: 21mila le società protestate per un assegno o una cambiale non pagati e 47mila le imprese individuali; ma il settore che sta vivendo maggiormente la criticità del momento economico è certamente quello dell’edilizia, settore in cui l’1,5% delle società operative è stato protestato nel primo trimestre dell’anno.

Le aziende del terziario non stanno certamente meglio. 1.500 le aziende protestate, ovvero lo 0,8% di tutte quelle operative, con un aumento dell’8,3% sull’anno precedente. Le banche, dal canto loro, non aiutano, anzi aumentano i tassi d’interesse sui finanziamenti per liquidità. E poi le conseguenze dell’effetto Imu, che non ha incoraggiato i potenziali acquirenti ad acquistare casa, ed erano in molti.

Infatti, le vendite immobiliari hanno subito un forte calo in periferia, mentre nelle grandi città il volume di compravendite è sceso solo del 3% rispetto al trimestre dello scorso anno. Le locazioni, invece, sono in aumento. E il motivo è evidente: le famiglie e le giovani coppie non riescono ad acquistare la casa, non solo per mancanza di fondi, ma anche per la difficoltà di accedere al mutuo e sono costrette all’affitto.

E questa è la nota dolente: i mutui casa difficilmente vengono erogati, le famiglie e le giovani coppie non hanno il coraggio di indebitarsi per la casa e il mercato immobiliare rimane fermo. Eppure i cantieri edili sono attivi, le imprese di costruzione continuano a realizzare case nuove e aumentano anche gli operatori dell’intermediazione immobiliare.

Vogliamo guardare a questi ultimi dati come a segnali di speranza, anche fidando nel grande coraggio degli imprenditori che, sfidando le difficoltà del momento, continuano ad aver fiducia nella politica di risanamento, della collaborazione tra le economie forti e nella lungimiranza di chi sta al governo, per superare questa situazione di stallo prodotta dalla crisi economica mondiale.