La casa rimane sempre il sogno degli italiani anche in un periodo difficile e pieno di incertezze come quello vissuto negli ultimi mesi.

Dall’indagine Tecnocasa, infatti, emerge un peggioramento dello scenario economico italiano e una maggiore selettività del sistema bancario, che hanno frenato la ripresa del mercato immobiliare anche in questo semestre, con un ridimensionamento dei prezzi e delle compravendite immobiliari che ha raggiunto la percentuale più elevata dal 2007.

Le banche, infatti, hanno aumentato gli spread per compensare l’aumento del costo del capitale e sono diventate più restrittive nel concedere l’accesso al credito, diminuendo anche l’importo finanziabile, ora compreso tra il 60 e il 70% del valore della casa.

A queste motivazioni vanno aggiunte le preoccupazioni per la precarietà del lavoro, con disoccupazione in aumento soprattutto tra i più giovani e un’ incertezza lavorativa che frena molti potenziali acquirenti. In questo semestre, infatti, l’introduzione dell’Imu ha creato molte perplessità, che però non riguardano la prima casa, mentre i proprietari di più di un immobile talvolta hanno preferito venderne alcuni, ma c’è anche chi ha deciso di investire nel mattone dopo una scelta ben ponderata.

Si nota quindi un progressivo cambiamento del comportamento dei potenziali acquirenti, che diventano sempre più prudenti e riflessivi anche se dispongono di capitali sufficienti per acquistare casa o sono in grado di ottenere un mutuo. Comunque, ancora una volta il mercato immobiliare registra una diminuzione della domanda, un aumento dell’offerta, una forbice persistente tra richieste dei proprietari e disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti e allungamento dei tempi di vendita.

L’andamento delle grandi città, suddivise tra aree periferiche, semicentrali e centrali, è leggermente peggiorato anche per le aree centrali, con una contrazione maggiore nelle città del sud Italia, dopo quelle del centro Italia e quelle del nord Italia. Nel sud Italia, in modo particolare, la difficoltà di accesso al credito e l’ottenimento di mutui di basso importo hanno determinato una contrazione dei valori degli immobili.

La domanda abitativa è diminuita, comprano solo i potenziali acquirenti che hanno già l’intero capitale o buona parte dell’importo per l’acquisto della casa. Infatti i potenziali acquirenti oggi sono più consapevoli rispetto al passato delle loro possibilità d’acquisto e più attenti alla qualità della casa. Per quanto riguarda i prezzi, si sono registrati sconti rispetto al prezzo iniziale per le abitazioni di tipologia medio-bassa, a prescindere dal fatto che le zone fossero centrali, periferiche o semicentrali, ma le top location non hanno subito importanti perdite di valore.

I potenziali acquirenti sono sempre più attenti alla qualità della casa, alla presenza degli spazi esterni, alla disposizione degli spazi interni, allo stato del condominio, al posizionamento in zone tranquille e poco trafficate e preferiscono soluzioni in buono stato o con caratteristiche che consentono di abbattere le spese condominiali.

Si vendono con difficoltà gli immobili posizionati ai piani bassi e ai piani alti ma privi di ascensore. Per quanto riguarda la tipologia, nelle grandi città italiane c’è maggiore richiesta di trilocali, a seguire il bilocale e rispetto a sei mesi fa si nota una diminuzione dell’interesse per i piccoli tagli e un aumento per i quattro-cinque locali.