Il mercato immobiliare del capoluogo piemontese, nel primo semestre del 2012, è stato particolarmente critico a causa di una domanda debole e della crescente difficoltà nell’accesso al credito per l’acquisto della casa.

Dopo la lieve ripresa delle compravendite di fine 2011, in tutti i comparti si è avuto un nuovo calo nel corso dei primi tre mesi del 2012, in particolare per quanto riguarda il terziario e il residenziale, che hanno registrato, rispettivamente, un -33% e un -18% a Torino città. In particolare, le compravendite del settore abitativo hanno raggiunto un livello molto basso nel capoluogo più che in provincia con una quota più elevata di abitazioni invendute.

In generale, il calo dei valori rispetto ai livelli del 2008 è alquanto contenuto, soprattutto per il settore abitativo (-6,9%) e commerciale (-3,7%), mentre è più elevato nel segmento degli uffici (-9,7%). Si precisa comunque che la flessione dei prezzi nell’ultimo semestre è stata più marcata rispetto ai semestri precedenti, in particolare per il comparto abitativo.

I tempi di vendita si sono allungati notevolmente, segno evidente del perdurare della fase congiunturale negativa, così come l’aumento della differenza tra il prezzo richiesto e quello finale, soprattutto per quanto concerne le abitazioni nuove e gli uffici. Una crescita lieve ma continua si registra per i rendimenti medi lordi, rispetto ai valori del 2008 in tutti i segmento del mercato immobiliare torinese, tranne che nel comparto dei box e garage.

Anche il comparto della locazione non registra un trend positivo, in particolare nel segmento degli uffici, dove è difficile dare in affitto soprattutto gli spazi di grandi dimensioni e questo malgrado il calo dei canoni. Maggiore stabilità, invece, viene segnalata per la domanda di locazione di abitazioni e di box e garage.

Considerando la situazione generale del mercato immobiliare di Torino, per tutti i segmenti monitorati gli operatori di settore non prevedono per i prossimi mesi ulteriori flessioni del volume dei contratti da concludere, ma un calo generalizzato dei valori.