Si sa che in campagna elettorale, anche se limitata alle amministrative, ogni stratagemma è lecito per recuperare voti. Questo è il caso dei Milan Club che, fedeli al proprio Presidente nonché di tutti gli italiani in quanto Premier, invitano i propri fedelissimi tifosi a votare per Silvio Berlusconi. Reduci da una vittoria importante come lo scudetto, in molti, probabilmente mossi dall’onda delle emozioni, si saranno fatti guidare dall’impulso della fede calcistica.

Galleria di immagini: Silvio Berlusconi e il voto dei milanisti

A riportare la notizia molti siti, ma in particolare segnaliamo l’interessante articolo di Sonia Alfano. È una lettera accorata quella giunta ai tifosi, piena di titoli e premi vinti dalla squadra, che fa leva sulla passione prodotta dallo sport più seguito in Italia: il calcio. Riportiamo una parte del contenuto della missiva:

“In questi giorni in cui festeggiamo il nostro scudetto, si decide anche per il governo della nostra Milano. Il nostro presidente, Silvio Berlusconi ancora una volta, dietro le insistenze di tutti noi, ha accettato di guidare la lista del Popolo della Libertà. Qualora tu fossi un elettore del centrodestra, domenica e lunedì, recandoti alle urne potrai votare facendo una croce sul simbolo del il Popolo della Libertà e potrai scrivere il suo nome Berlusconi nello spazio per la preferenza sulla scheda azzurra. Un gesto tanto semplice quanto decisivo per fare di Milano una città sempre all’altezza della nostra straordinaria squadra di calcio! Un caloroso ringraziamento per il tuo impegno al nostro fianco e… Forza Milan!”

È importante sottolineare come non si faccia mai menzione di Letizia Moratti, sindaco uscente della città di Milano, ma solo un elenco di premi vinti ed altri elogi. La richiesta di voto stride fortemente con la passione calcistica in quanto l’importanza di apporre una croce su un simbolo, a prescindere dalla propria scelta politica, è per primo un diritto e un dovere nei confronti di noi stessi. Come sottolinea la stessa Alfano:

“Un’ assunzione di responsabilità nei confronti di se stessi e del posto in cui si vive”.

Questo è solo l’ultimo di una serie di episodi di una campagna elettorale infuocata, senza esclusione di colpi. A partire dai manifesti di Lassini contro i PM identificati come esponenti delle Brigate Rosse, passando dalle risse televisive e attraverso le accuse contro il Palazzo di Giustizia definito un cancro. Fino alla macchina del fango nei confronti di Giuliano Pisapia ribattezzato ladro di automobili, sostenitore della droga e dei centri sociali nonché estremista. Quest’ultima rimarcata da una serie di cartelli ordinati dal Premier e appesi per tutta la città, dove si legge “Milano! Non lasciamo la città in mano alla sinistra dei centri sociali”.

La situazione rimane comunque tesa, in questo momento la coalizione del Premier naviga in acque torbide, e per questo motivo sono partite le contrattazioni e le alleanze in previsione del prossimo ballottaggio che vedrà Milano come centro nevralgico dello scontro e della salvezza.