Mentre continuano a fiorire le polemiche legate alla riforma della scuola, con centinaia di migliaia di precari sul piede di guerra, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini compare con una lettera alla rivista “Famiglia Cristiana“, dove dichiara che bisognerebbe leggere la Bibbia a scuola.

Mariastella Gelmini in questo periodo di inizio dell’anno scolastico, ma non solo, è particolarmente pressata da centinaia di migliaia di docenti che manifestano contro i tagli previsti dalla manovra sull’istruzione.

E in mezzo a tanto battagliare, ha mandato una lettera alla redazione di “Famiglia Cristiana”, in occasione del lancio, da parte della rivista, di una Bibbia tascabile al prezzo di 7,90 euro. Scrive il Ministro:

La lettura della Bibbia nelle scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come Ministro, come credente e come cittadina italiana.

E aggiunge:

La scuola deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana.

C’è già chi si domanda che spazio possa trovare lo studio della Bibbia in un già abbastanza martoriato programma di studi, dove la geografia riesce a malapena a emergere.

Mentre la capogruppo del PD nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, propone di cominciare a far leggere la Bibbia ai compagni di partito della Gelmini, ricordando come appena ieri il Ministro degli Inteni Maroni abbia giustificato gli spari a un peschereccio italiano da parte di motovedette libiche dicendo:

Pensavano fossero clandestini.

Diciamo che la lettera della Gelmini, al di là dell’indubbio richiamo che avrà sui lettori di “Famiglia Cristiana”, difficilmente troverà altro spazio oltre a quello mediatico.