Ogni giorno veniamo bombardati da messaggi che invogliano all’assunzione di alimenti molto sfiziosi ma poco salutari, di conseguenza il giro vita aumenta e, in alcuni casi, il rischio obesità è alle porte, spingendoci così a ricorrere a diete spesso e volentieri drastiche.

L’obesità è diventata un vero problema, una piaga da debellare, non solo negli Stati Uniti ma ormai in tutto il mondo. Come fare e quale dieta seguire?

Grazie a uno studio pubblicato nel New England Journal of Medicine, e condotto dal professor Frank Saks di Harvard School of Public Health,  la risposta è arrivata chiara e concisa, cioè non importa quale tipo di dieta si deve seguire per dimagrire, ma è la quantità e la qualità di cibo che si ingerisce a determinare l’aumento o meno del peso. 

Lo studio, effettuato su 811 pazienti obesi provenienti dal Massachusset e dalla Louisiana, prevedeva, per 6 mesi, 4 tipi di dieta: povera di grassi, ricca in grassi, povera di proteine e ricca in proteine. I grassi in questione erano di origine vegetale, quindi insaturi, come l’olio di colza e di noci, in sostituzione ai grassi animali, saturi.

Abbinate a un’attività fisica di 90 minuti a settimana con apporto di cereali, frutta e verdura, le 4 diete facevano assumere, per ciascun paziente, 750 calorie in meno rispetto a quelle del fabbisogno giornaliero. Infatti, alla fine dei sei mesi i pazienti avevano perso in media 7 chili.

Tenere un regime alimentare rigido e per un lungo periodo di tempo non è per niente facile, infatti, a due anni dall’inizio dell’esperimento solo il 15% dei pazienti era riuscito a perdere il 10% del suo peso corporeo. La nota positiva era che, in linea generale, tutte e 4 le diete avevano portato a un calo notevole del livello di colesterolo cattivo e un aumento di quello buono, con effetti positivi sul cuore.

Secondo il dott. Saks, la soluzione per ottenere risultati significativi, sta nel diminuire gradualmente nel tempo le calorie seguendo una alimentazione povera di grassi saturi e ricca di fibre vegetali.

Naturalmente,  affinché si possano combattere i chili di troppo, l’impegno individuale non sempre è sufficiente, sarebbe necessario avere il supporto della collettività, perciò cambiare la mentalità della società stessa sul modo di mangiare e di vivere. A tal proposito, la dimostrazione arriva da un esperimento condotto in un piccolo paese della Francia in cui tutti i cittadini si erano resi disponibili a seguire un programma di educazione alimentare in concomitanza allo svolgimento di attività fisica. Il risultato? La diminuzione dell’8,8% dell’obesità infantile.

Quindi per dimagrire basterebbe mangiare sano e svolgere una moderata attività motoria, senza necessariamente ricorrere a diete estreme.