Il settore dei prestiti vitalizi, dopo una crescita annua nel 2011 del 30%, ha registrato un calo notevole, prossimo all’azzeramento.

Erano già poche le banche che offrivano finanziamenti su misura agli over 65, ma ora la generale stretta creditizia ha coinvolto anche l’offerta di mutui vitalizi, portandola ai minimi livelli se non allo zero assoluto, anche se c’è chi è ancora interessato a questa particolare tipologia di mutuo, in tempi di crisi.

Di recente, l’Abi ha firmato un protocollo con le associazioni dei consumatori per lo sviluppo dei prestiti vitalizi, dal quale è nato l’Osservatorio 65Plus, finalizzato alla prestazione di servizi e consulenza agli operatori che vogliono agire nel settore del credito agli anziani.

Ma cos’è il prestito vitalizio? È un mutuo che consente di migliorare il tenore di vita nella terza età con un finanziamento ipotecario a medio-lungo termine solo a tasso fisso, destinato a chi ha più di 65 anni e senza limiti per l’età massima dei sottoscrittori. Il prestito vitalizio è regolato in base alla legge del 2 dicembre 2005, n. 248 ed ha una caratteristica che lo distingue dalle altre forme di finanziamento: non prevede, infatti, rate di rimborso per tutta la vita di chi lo sottoscrive.

Per quanto riguarda l’importo erogabile, di norma viene concesso in un’unica soluzione e in base al valore dell’immobile e all’età del mutuatario. Più precisamente, l’importo è rapportato all’età nel senso che l’importo è maggiore se l’età è più alta e per un motivo semplice: con il passare degli anni il rischio morte aumenta e di conseguenza il prestito viene rimborsato prima.

Il rimborso degli interessi e delle spese viene effettuato dagli eredi alla scadenza del finanziamento, cioè dopo la morte del mutuatario, in un’unica soluzione ed entro un anno dalla morte del mutuatario. In caso di finanziamenti concessi a una coppia, il rimborso va effettuato entro un anno dalla scomparsa del sopravvissuto tra i due.

NOTA

Gli eredi possono scegliere le modalità per il rimborso: possono, cioè, effettuarlo di tasca propria liberando l’immobile dall’ipoteca oppure possono venderlo e rimborsare la banca con il ricavato. Gli eredi, a loro volta, possono tenere l’eventuale importo in eccedenza.