Tutti i neonati piangono, a volte perfino parecchie ore al giorno. È un modo per esprimere i loro stati d’animo e di comunicare, pertanto è importante capire le ragioni del pianto.

Per i neo genitori non è sempre facile interpretare il pianto dei neonati e comprendere cosa vogliono: hanno fame o sete? Sentono freddo o vogliono stare in braccio, hanno male al pancino? Esistono una serie di motivi ricorrenti per i quali i bambini piangono. Imparare a riconoscerli è utile per capire le cause del disagio e per trovare un rimedio e una risposta a quello di cui hanno bisogno.

Ecco i casi più frequenti, sette situazioni molto note alla maggior parte dei genitori che, spesso, spingono un neonato a manifestare il suo malessere, o a comunicare una necessità attraverso le lacrime.

Ha fame.

La fame è uno dei motivi più frequenti per il quale i bambini piangono. Lo stomaco del neonato è molto piccolo, quindi non potendo accogliere molto cibo può capitare che si lamenti spesso richiamando l’attenzione della mamma.

Ha bisogno del cambio pannolino.

Alcuni bambini piangono quando sentono il bisogno di essere cambiati, altri no. Se il piccolo piange è importante controllare che la pelle non sia irritata e che il pannolino non sia troppo stretto.

Ha troppo freddo o troppo caldo.

I neonati sentono il caldo o il freddo in modo diverso dagli adulti. In genere preferiscono stare al caldo e hanno necessità, per stare bene, di avere uno strato in più rispetto ai grandi. Potrebbero piangere se avvertono freddo durante il cambio del pannolino. Basterà imparare a cambiarli e rivestirli più velocemente. Per tenere sempre sotto controllo la temperatura del piccolo sarà sufficiente toccarlo dietro al collo o nel pancino per capire se ha freddo o è sudato.

Vuole stare in braccio.

I neonati hanno bisogno delle attenzioni e delle coccole dei genitori. Riconoscono il loro viso, il loro odore, hanno bisogno di sentirsi al sicuro tra le braccia di mamma e papà. Una convinzione diffusa, ad esempio, è pensare che tenere a lungo i bambini in braccio significhi viziarli, in realtà è una necessità del tutto naturale. Quindi quando il bambino richiede attenzioni è importante assecondarle prendendolo in braccio e tenendolo vicino a sé.

È stanco.

Quando ricevono troppe attenzioni o stimolazioni dall’esterno i bambini si stancano. Basta una giornata di troppe visite o una luce o un rumore troppo forte a infastidirli. Piangendo comunicano la loro stanchezza. Quando ciò accade è bene portarlo in luogo tranquillo, farlo sfogare, tranquillizzarlo e poi farlo addormentare.

Ha la febbre.

Se il pianto del neonato non è dovuto a stanchezza o a una necessità del momento è probabile che stia male. In questi casi si dovrebbe misurare la temperatura per verificare che non sia malato. Se così fosse è la prima cosa da fare è e telefonare al pediatra per ricevere indicazioni su come comportarsi.

Ha le coliche.

Se si prova a calmarlo in tutti i modi ma non si riesce e se il pianto si ripete con una certa frequenza, solitamente nelle stesse ore della giornata, è probabile che il piccolo abbia le coliche. In questo caso la cosa migliore da fare è tentare di confortarlo cullandolo, tenendolo a pancia in giù o eseguendo un massaggio.

Fonte: Babycentre